Tag: Stefano Massini

CAMPAGNA ABBONAMENTI “La Stagione dei Teatri 2026-2027”

Da lunedì 20 luglio Ravenna Teatro apre la campagna abbonamenti per La Stagione dei Teatri 2026-2027

Chi si abbona entro il 7 agosto potrà usufruire di tariffe agevolate e selezionare i posti migliori sugli spettacoli a scelta.

 

La campagna abbonamenti de La Stagione dei Teatri 2026-2027 di Ravenna Teatro prende avvio lunedì 20 luglio e offre una formula composta da 8 titoli, di cui 6 fissi e 2 a scelta. Come di consueto, il calendario si snoda tra novembre e aprile nei due teatri della città, Rasi e Alighieri, mentre tra settembre e novembre torna per il quarto anno consecutivo il Prologo alla Stagione, quest’anno con 8 appuntamenti. Chi si abbona entro il 7 agosto usufruirà di tariffe scontate e potrà scegliere i posti migliori per gli spettacoli a scelta.
Gli abbonamenti si possono acquistare solo presso le biglietterie del Teatro Alighieri e del Teatro Rasi o telefonicamente con carta di credito o Satispay (tel. 0544 249244).
La nuova Stagione dei Teatri è all’insegna della multidisciplinarietà: prosa, danza, performance e video-installazioni animeranno il programma 2026-2027 affrontando temi quali la memoria, la politica contemporanea, le relazioni umane, la storia e la società.

I sei spettacoli fissi, in scena al Teatro Alighieri, sono: Prima del temporale (26-29 novembre), con Umberto Orsini che – tra passato e presente, risate e malinconie – ripercorre la sua carriera artistica diretto da Massimo Popolizio; Erano tutti miei figli (28-31 gennaio), una profonda indagine sul rapporto tra genitori e figli a partire dall’opera di Arthur Miller con la regia di Elio De Capitani; Lo Zar (3-7 febbraio), un ritratto agghiacciante e ipnotico sulla figura di Vladimir Putin, firmato e interpretato da Stefano Massini; Riccardo III (4-7 marzo) di Shakespeare, con Maria Paiato nei panni del Re, personaggio fra i più complessi del teatro elisabettiano; Le Baccanti (18-21 marzo), del maestro greco Theodoros Terzopoulos, che rilegge Euripide facendo di Dioniso l’archetipo del rifugiato; Perfetti sconosciuti (22-25 aprile), l’adattamento teatrale dell’omonimo film di Paolo Genovese campione di incassi con protagonisti tra gli altri Paolo Calabresi e Valeria Solarino.

Nel ventaglio dei titoli che compongono gli appuntamenti a scelta, si trovano invece: L’ombra perduta di Peter Schlemihl di Marco Baliani, che affronta l’assenza di futuro e la corruzione dell’uomo contemporaneo attraverso il personaggio di Von Chamisso; Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972-1977 di Ateliersi, un’immersione nelle atmosfere dei movimenti anti-patriarcali anni ’60 e ’70 a partire dal diario di Carla Lonzi, fra le donne più influenti del femminismo italiano; Morte di Arpagone. Da Raffaele Viviani a Molière a firma di Collettivo LaCorsa, una riflessione sulla tradizione come materia viva con protagonista una figura ibrida tra i personaggi di Viviani e L’avaro di Molière; Extrema Ratio. 5 sketches mistico-paranoici per due attrici, due attori e un calamaro di Armando Pirozzi e Emanuele Valenti, cinque sketches umoristici sulla possibilità della grazia e il paradosso della trascendenza, tra situazioni surreali, comicità e ironia. E ancora, Fulvio Sacco e Christian Giroso si ispirano alla leggenda secondo la quale Topolino sarebbe nato a Caivano (Napoli) per realizzare Caivano Dreamin’. Se puoi sognarlo puoi farlo, uno spettacolo che celebra la forza dei sogni e la magia di chi non smette mai di guardare oltre la realtà; Hamlet travestie è invece lo storico spettacolo della compagnia Punta Corsara, riallestito in occasione dei vent’anni dalla nascita del progetto, che narra di una famiglia napoletana di oggi, schiacciata dalla quotidianità; Giorgina Pi porta in scena Lemnos, una rilettura del mito di Filottete per interrogare le origini della violenza e le forme dell’abbandono oggi; la compagnia georgiana HOI presenta una performance di teatro fisico, Maro, ispirata al diario e alla vita di Maro Makashvili, infermiera, poetessa e prima eroina femminile della Georgia; Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità è l’ultima creazione di Mario Perrotta, Premio Ubu 2025 come miglior progetto sonoro, che racconta la biografia e l’arte del grande cantautore Domenico Modugno. Si prosegue con Ermanna Montanari che con Luṣ torna al poemetto di Nevio Spadoni in una nuova e inedita versione nella quale  Bêlda continua a essere la figura intoccabile e derisa, che invoca la luce su di lei e sul mondo, contro le ombre del presente; e poi, Vorrei una voce, un monologo sulle canzoni di Mina cantate in playback, inno alla capacità di sognare, nato dall’intenso percorso teatrale nella casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza svolto dall’attore e regista Tindaro Granata; La morte e la fanciulla di Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella, la storia di una donna e del suo dubbio: l’ospite portato a casa dal marito è lo stesso uomo che la violentò durante la prigionia?; Trickster di Operabianco, in cui un danzatore trasforma il suo corpo in uno spazio instabile guidato da un trickster, figura che, tra distruzione e creazione, è capace di aprire nuove possibilità di senso. A fine Stagione troviamo Uno spettacolo gigantesco di Alice Sinigaglia, un’esperienza teatrale vertiginosa che catapulta nella bocca dei giganti Gargantua e Pantagruele per celebrare la libertà di essere mostruosi; Damn!, una performance site-responsive di Tea And, in tre lingue (italiano, LIS, inglese), che esplora il legame invisibile tra produzione, consumo e trasformazione del territorio; e L’Analfabeta di Fanny & Alexander con protagonista Federica Fracassi nei panni della scrittrice Ágota Kristóf: un viaggio nell’esperienza dell’esilio e nel laboratorio creativo di una delle più influenti autrici del Novecento.

Tra gli appuntamenti fuori abbonamento, la Stagione presenta due video-installazioni, Miasma di Giorgina Pi e First and second clown, Phantasmata, The Playbouse di Operabianco; e la performance I’ll do, I’ll do, I’ll do di Dewey Dell.

Continua inoltre il progetto In viaggio verso il teatro, che offre ai residenti delle zone Nord, Sud e del Mare del Comune di Ravenna e Alfonsine l’opportunità di assistere agli spettacoli usufruendo di un servizio di trasporto gratuito, accompagnato da una presentazione. Abbonamento più navetta 146€ (60€ per gli under26).

Ravenna Teatro è entrata a far parte di ETC, la più grande rete di teatri pubblici in Europa animata da oltre 40 membri provenienti da più di 20 paesi e si impegna a rispettare il “Theatre Green Book”, uno strumento progettato per guidare i teatri europei verso produzioni e attività a impatto zero. Tutte le stagioni teatrali di quest’anno avranno un’identità visiva ecologica, costruita attorno a immagini di fiumi. Le immagini sono pensate in collaborazione con Osservatorio Fotografico. Per La Stagione dei Teatri, le fotografie sono di Guido Guidi.

La Stagione dei Teatri è organizzata con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, ETC, Assicoop Unipol Sai, Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, Coop Alleanza 3.0, Reclam.
Si ringraziano inoltre i Media Partner: Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Ravenna Notizie, Setteserequi, Ravenna Web Tv, Pubblisole, Ravenna24ore, Ravenna e Dintorni.

 

ABBONAMENTI

È possibile rinnovare o acquistare l’abbonamento da lunedì 20 luglio a venerdì 7 agosto e da giovedì 10 settembre a sabato 7 novembre. Abbonarsi d’estate consente di accedere a tariffe scontate e di riservarsi i posti migliori per i titoli a scelta. Il diritto di prelazione scade il 17 ottobre.

L’abbonamento conta 8 appuntamenti

da lunedì 20 luglio a venerdì 7 agosto 

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 154€ | ridotto* 138€ | under26 60 €
| ti presento i miei (under20+genitore) 168€

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 107€ | ridotto*  96€ | under26  50€ | ti presento i miei (under20+genitore) 125€

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55€ | under26 40€

da giovedì 10 settembre a sabato 7 novembre

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 165€ | ridotto* 146€ | under26 60€ | ti presento i miei (under20+genitore) 175 €

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 113€ | ridotto* 103€ | under26 50€
| ti presento i miei (under20+genitore)  130€

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55€ | under26 40€

*Cral aziendali, gruppi organizzati, docenti, oltre i 65 anni, soci Coop Alleanza 3.0, Soci BCC, Arci, Amici di RavennAntica, Iscritti all’università per adulti Bosi Maranotti, Soci Stadera, Soci Capit, Soci Avis, Legacoop Romagna, Confcooperative Romagna-Estense, Assicoop Romagna Futura, UnipolSai

BIGLIETTI
I biglietti sono in vendita da giovedì 19 novembre presso il Teatro Alighieri e Teatro Rasi; telefonicamente con carta di credito o Satispay; su ravennateatro.com; presso le agenzie de La Cassa di Ravenna Spa e IAT Ravenna. Il servizio di prevendita comporta la maggiorazione del 10% sul prezzo del biglietto.

Teatro Alighieri
Platea e palco I, II e III ordine
intero 30 €  | ridotto* 26 €  under26 12 €

Galleria e palco IV ordine
intero 20 € | ridotto* 18 € | under26 12 €

Loggione
intero 10 €| under26 7 €

Lo Zar e Perfetti sconosciuti
platea e palco I, II e III ordine ingresso unico 35 € | galleria e palco IV ordine ingresso unico 25 € | loggione ingresso unico 15 €

Teatro Rasi
Settore unico
intero 18 € | ridotto* 16 € | under26 10 €

Miasma e First and second clown + Phantasmata + The Playhouse
ingresso unico 5€

INFO E BIGLIETTERIA
Teatro Alighieri via Mariani 2 Ravenna
biglietteria aperta tutti i feriali dalle 10:00 alle 13:00, giovedì anche dalle 16:00 alle 18:00 e da un’ora prima di ogni evento –  tel. 0544 249244

Teatro Rasi via di Roma 39 Ravenna
biglietteria aperta il giovedì dalle 16:00 alle 18:00 e da un’ora prima di ogni evento – tel. 0544 30227

 


 

TITOLI FISSI

Teatro Alighieri
giovedì 26, venerdì 27, sabato 28 novembre ore 21:00,
domenica 29 novembre ore 15:30

Umberto Orsini, Massimo Popolizio

PRIMA DEL TEMPORALE

Teatro Alighieri
giovedì 28, venerdì 29, sabato 30 gennaio ore 21:00,
domenica 31 gennaio ore 15:30

Elio De Capitani/Teatro dell’Elfo

ERANO TUTTI MIEI FIGLI

Teatro Alighieri
mercoledì 3, venerdì 5, sabato 6 febbraio ore 21:00,
domenica 7 febbraio ore 15:30

Stefano Massini

LO ZAR

Teatro Alighieri
giovedì 4, venerdì 5, sabato 6 marzo ore 21:00,
domenica 7 marzo ore 15:30

Maria Paiato

RICCARDO III

Teatro Alighieri
giovedì 18, venerdì 19, sabato 20 marzo ore 21:00,
domenica 21 marzo ore 15:30

Theodoros Terzopoulos, Euripide

LE BACCANTI

Teatro Alighieri
giovedì 22, venerdì 23, sabato 24, domenica 25 aprile ore 21:00,

Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Valeria Solarino

PERFETTI SCONOSCIUTI

TITOLI A SCELTA

Teatro Alighieri
venerdì 10, sabato 11 dicembre ore 21:00

Marco Baliani, Maria Maglietta, Mirto Baliani

L’OMBRA PERDUTA DI PETER SCHLEMIHL

Teatro Rasi
martedì 22 dicembre ore 21:00

Fiorenza Menni/Ateliersi, Carla Lonzi

TACI, ANZI PARLA.
Diario di una femminista 1972-1977

Teatro Rasi
mercoledì 13 gennaio ore 21:00

Collettivo LaCorsa

MORTE DI ARPAGONE
Da Raffaele Viviani a Molière

Teatro Rasi
giovedì 14 gennaio ore 21.00

Armando Pirozzi, Emanuele Valenti

EXTREMA RATIO
5 sketches mistico-paranoici per due attrici, due attori e un calamaro

Teatro Rasi
venerdì 15 gennaio ore 21:00

Christian Giroso, Fulvio Sacco

CAIVANO DREAMIN’
Se puoi sognarlo, devi farlo!

 

Teatro Rasi
sabato 16 gennaio ore 21:00

Emanuele Valenti, Gianni Vastarella, Punta Corsara

HAMLET TRAVESTIE

Teatro Rasi
sabato 23 gennaio ore 21:00

Giorgina Pi

LEMNOS

Teatro Rasi
martedì 2 febbraio ore 21:00

Physical Theatre Company HOI

MARO

Teatro Alighieri
mercoledì 17, giovedì 18 febbraio ore 21:00

Mario Perrotta

NEL BLU
Avere tra le braccia tanta felicità

Teatro Rasi
venerdì 19 febbraio ore 21:00, sabato 20 febbraio ore 19:00

Ermanna Montanari

LUṢ

Teatro Rasi
giovedì 25 febbraio ore 21:00

Tindaro Granata

VORREI UNA VOCE

Teatro Rasi
sabato 27 febbraio ore 21:00
domenica 28 febbraio ore 15:30

Elena Bucci, Marco Sgrosso, Gaetano Colella

LA MORTE E LA FANCIULLA

Teatro Rasi
venerdì 12 marzo ore 21:00

Operabianco

TRICKSTER

Teatro Rasi
martedì 30, mercoledì 31 marzo ore 21:00

Tea And

DAMN!

Teatro Rasi
mercoledì 24 marzo ore 21:00

Alice Sinigaglia

UNO SPETTACOLO GIGANTESCO

Teatro Alighieri
giovedì 8, venerdì 9 aprile ore 21:00

Federica Fracassi, Fanny & Alexander

L’ANALFABETA

“Aver volontà di togliersi dall’ingiustizia è delitto o justizia?”. La storia di Beatrice Cenci

LA STAGIONE DEI TEATRI 2025-2026

Cenci in scena per La Stagione dei Teatri 2025/2026 al Teatro Rasi il 31 marzo.

«Il più alto fine morale a cui si possa aspirare nel più elevato genere drammatico, è insegnare al cuore umano la conoscenza di sé stesso».

Percy Bysshe Shelley

 

I Cenci nasce dalla tragedia in versi di Percy Bysshe Shelley (1819), ispirata a un manoscritto rinvenuto negli archivi romani e ambientata nella Roma del 1599, sotto il pontificato di Clemente VIII. La vicenda, ripresa nel 1935 da Antonin Artaud come manifesto del suo “teatro della crudeltà”, racconta la storia di Beatrice Cenci, vittima degli abusi del padre e artefice della sua uccisione nel tentativo di liberarsi. Scoperta, sarà giustiziata insieme ai complici, nonostante il favore del popolo. Questa riscrittura guarda al nucleo politico e poetico dell’opera: la responsabilità individuale di fronte al male, il rapporto tra religione e potere, e una violenza sistemica che attraversa i secoli. La vicenda diventa simbolo contemporaneo di vulnerabilità e resistenza attraverso una regia che mette in dialogo teatro, cinema e arti visive con atmosfere perturbanti e un’intensa partitura sonora. Un lavoro che mira a illuminare gli abissi dell’animo umano e a interrogare la nostra coscienza collettiva.

«[…] 11 settembre 1599, Roma. Beatrice Cenci, nobildonna appartenuta a una delle più influenti famiglie rinascimentali dell’epoca, viene giustiziata per parricidio, per essersi difesa dai ripetuti abusi di un padre violento e depravato dopo innumerevoli e ignorate richieste di aiuto. Vittima prima dei soprusi, poi della giustizia. Il processo spacca la città: “aver volontà di togliersi dall’ingiustizia è delitto o justizia?” Il giorno dell’esecuzione Caravaggio e Artemisia Gentileschi assistono alla decapitazione; quell’immagine si imprime nel loro sguardo, è una discesa ripida nella carne che genera visioni. Quel teatro della crudeltà è oggi per noi un attributo del concetto di verità. Cenci traccia una linea che attraverso i secoli giunge a noi sinistramente intatta nel suo nucleo primordiale, seppur mascherata dietro civili sembianze. Vi si denuncia l’anarchia del male, la responsabilità personale dell’ingiustizia che si propaga all’intera società, la religione come fondamento e condanna dell’edificio sociale del nostro Paese, così malato e bisognoso di laicità. Siamo spettatori di un “mancato rinascimento” che la storia dei Cenci concede di osservare con dolorosa complicità; uno specchio nostrano che racconta l’identità italiana ma che abbraccia anche un’identità europea sempre più categorica e dogmatica. Beatrice Cenci è oggi il simbolo di una vulnerabilità alla prepotenza del patriarcato imperante e dei modelli androcratici dominanti. Una donna del passato traccia il futuro. In questo nuovo viaggio teatrale siamo accompagnati da un custode, Antonin Artaud, teatrante, poeta, martire e visionario che ci sembra possa sovrapporsi a Beatrice Cenci, per tentare di congiungere arte e vita, corpo naturale e identità, per confondere i limiti, spostarli in avanti di continuo».

Giorgia Cerruti

 

 

«Cenci ci ricorda come il teatro possa essere un farmaco. Al contrario dell’esibizione quotidiana dell’orrore che riempie ormai ogni minuto della nostra giornata, l’arte della scena ci mette a confronto con la natura stessa della violenza, facendoci riflettere sulle possibili alternative. Non è spettacolo di cui sadicamente godere, ma pensiero in azione, un pensiero in grado forse di farci vergognare e costringerci a cambiare».

Enrico Pastore, PAC – paneacquaculture.net

 

«La messa in scena […] è un richiamo forte a quel nostro sguardo distratto, innanzitutto nel processo di smascheramento che attiva in scena quando i protagonisti apparsi in veneziane maschere colorate, se ne spogliano per mostrare il volto violento, il ghigno della loro funesta aggressività o anche l’umanità del loro sentire. E poi nell’uso molto figurativo, quasi rinascimentale direi, del colore in cui domina il rosso di una passione trasfigurata in sangue, un uso mai simbolico che, […] è un ‘mostrare diretto’».

Maria Dolores Pesce, Dramma.it

Piccolo e Massini raccontano il coraggio di Giacomo Matteotti

LA STAGIONE DEI TEATRI 2025-2026

Matteotti. Anatomia di un fascismo in scena per La Stagione dei Teatri 2025/2026 al Teatro Alighieri dal 26 al 29 marzo.

Ottavia Piccolo e Stefano Massini, limpida attrice e acuto drammaturgo uniti da un forte impegno civile e da un sodalizio artistico, raccontano la tragica parabola di Giacomo Matteotti, l’uomo che, negli anni Venti, comprese la gravità dell’ascesa del fascismo quando molti non videro o non vollero vedere. La pièce, tra voce, musica e parole, ricostruisce l’ascesa di quel fenomeno eversivo e il coraggio di Matteotti, riformista e pacifista, oppositore instancabile, la cui arma politica era la parola documentata e fondata sui fatti. «Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso», sottolinea la regista Sandra Mangini.

Sul palco, Ottavia Piccolo dà voce al testo di Massini, accompagnata dalle musiche di Enrico Fink che dirige i Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. Un’opera potente che richiama alla responsabilità civile e alla necessità di non dimenticare, a cento anni dall’assassinio del deputato, il 10 giugno 1924.

«Ottavia Piccolo […] alterna monologhi serrati a climax con sei solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. Plasma un capolavoro di dignità, sguardi, posture e imposture che è la documentatissima opera Matteotti anatomia di un fascismo scritta da Stefano Massini per lei e per un tributo di oltre cent’anni dall’agguato squadrista di cui il parlamentare fu vittima».

Rodolfo di Gianmarco, La Repubblica

 

«Una bella esperienza, quasi esemplare, per restituire al teatro la sua funzione civile, senza rinunciare al fascino della parola e dell’interpretazione, e del loro uso. Non a caso la cascata finale di applausi sembrano voler esprimere il calore del pubblico non solo per la bravura e la testimonianza dello spettacolo, ma un sentimento di piena partecipazione a quel primo piano di straordinaria intensità».

Gianfranco Capitta, il manifesto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«La narrazione contiene delle vere perle letterarie-teatrali. Penso alla descrizione della luce di Roma, alla narrazione del rapimento […] O anche la descrizione delle differenze economico sociali fatta attraverso i quattro/cinque cappotti che il possidente tiene nel proprio guardaroba. Osservazioni apparentemente minimali che diventano metafora e realtà fattuale»

Alessandro Allegrini, Il Giornale dell’Umbria

 

La vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti è quella di un uomo che seppe riconoscere e sistematicamente contrastare il fenomeno fascista, con una lucidità di sguardo e di analisi decisamente fuori dal comune.
In questa sua capacità visionaria egli fu piuttosto solo, per quanto sostenuto dai compagni di partito. Chi invece gli fu sempre accanto, fu Velia Titta, sua moglie.

Era un riformista, uno spirito costruttivo, un pacifista, e nello stesso tempo un oppositore accanito e implacabile.
Fu un uomo di studi giuridici ed economici che scelse di stare dalla parte della povera gente mettendo a frutto il suo sapere: amministratore instancabile, lottò tenacemente per dare strumenti tecnici di consapevolezza, di autogoverno, ai lavoratori dei campi del suo Polesine.
Uomo delle istituzioni come espressione del bene pubblico, fu parlamentare attivissimo, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi.
La sua arma politica era la parola, documentata, fondata sui fatti, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso.

Matteotti (anatomia di un fascismo) è un racconto popolare contemporaneo che indaga sul fenomeno fascista, mettendo a fuoco una serie di elementi cruciali e caratterizzanti, il cui esito finale (l’eliminazione violenta del corpo dell’oppositore, quale soggetto rivelatore della realtà dei fatti), corrisponde del tutto alla sua vera natura originaria, al suo inizio.

La persistenza di questo stesso fenomeno, nel tempo e nello spazio, in forme vecchie e nuove, ci porta a considerare quanto sia indispensabile, oggi più che mai, occuparsi della cosa pubblica, del bene pubblico, guidati da un pensiero costruttivo, legalitario, partecipativo, paritario, realistico, competente, attraverso atti e parole chiare, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia.

Sandra Mangini

CAMPAGNA ABBONAMENTI “La Stagione dei Teatri 2025-2026”

Riprende a settembre la campagna abbonamenti a La Stagione dei Teatri 2025/2026

Si riapre a settembre la campagna abbonamenti de La Stagione dei Teatri 2025/2026 pensata e organizzata da Ravenna Teatro. Come di consueto, saranno i due teatri della città, Rasi e Alighieri, ad accogliere gli spettacoli tra dicembre e aprile. Per il terzo anno consecutivo, ci sarà un prologo alla Stagione, con 7 appuntamenti, a partire dal mese di settembre. Il Centro di Produzione ravennate tiene inoltre a sottolineare che, anche quest’anno, non praticherà un aumento dei prezzi.

La nuova Stagione dei Teatri sarà caratterizzata da uno stretto rapporto con la tradizione e la contemporaneità, tra parola e danza, visioni e identità, memoria e storia, giustizia e disobbedienza, società e lavoro. La formula relativa agli abbonamenti prevede sei titoli fissi e due a scelta, per un totale di otto appuntamenti. Sarà possibile comporre il proprio abbonamento.

I sei spettacoli fissi, programmati al Teatro Alighieri, sono: Sior Todero Brontolon, un classico di Goldoni interpretato da uno dei più grandi interpreti del panorama italiano, Franco Branciaroli; Enigma, con Peppino Mazzotta, attore tra cinema e teatro, noto al grande pubblico per il film Anime nere di Munzi e Il commissario Montalbano; Condominio Mon Amour, con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori, una riflessione divertita tra lavoro e intelligenza artificiale; La coscienza di Zeno, che vede il ritorno a Ravenna di Alessandro Haber; Matteotti. anatomia di un fascismo, di uno dei più autorevoli drammaturghi italiani, Stefano Massini, con una grandissima interprete dal forte impegno civile, Ottavia Piccolo; Tre sorelle, con la regia di Liv Ferracchiati, esponente di una nuova originale generazione della scena contemporanea.

Nella rosa dei titoli che compongono gli spettacoli a scelta compaiono invece Rette Parallele, in cui il drammaturgo, regista e attore Oscar De Summa decide di raccontare la storia di Mariarosaria, protagonista di un amore contrastato; La cerimonia del massaggio, tratto dal libro di Alan Bennett, una tagliente critica della società, con Gianluca Ferrato; X di Xylella, Bibbia e Alberi Sacri, uno spettacolo di Teatro Koreja che utilizza la vicenda del batterio che infesta gli ulivi come metafora del dolore e della distruzione del territorio e della cultura pugliese; Antigone, rilettura contemporanea dell’Antigone di Anouilh, con e di Roberto Latini; in Sabbia, Eleonora Danco ci conduce in un sogno erotico tra attrazione e rifiuto; Arlecchino nel futuro, Dammacco/Balivo ci portano in una visione popolata da androidi, astronavi, paure e speranze, in cui il genere umano è pronto a migrare sulla Luna dove spera di trovare un futuro migliore; Deserto tattile, una composizione coreografica di Nicola Galli ispirata alle forme della solitudine e al deserto inteso come condizione esistenziale; Il Vangelo di Cassandra, di e con Gemma Hansson Carbone, dall’opera di Dimitris Dimitriadis, sul destino della tragica eroina troiana; Butchers, progetto coreografico ispirato alla danza popolare greca; Bidibibodibiboo, premio Ubu al miglior testo italiano 2024, è il ritratto intimo e tragicomico di Francesco Alberici sulla condizione in cui versa il mondo del lavoro; Never Young. Dov’è Lolit* oggi?, doc-performance tra danza e indagine sociale alla scoperta della preadolescenza; Cenci. Rinascimento contemporaneo, de La Piccola Compagnia della Magnolia, in cui una donna del passato cerca di sfidare la prepotenza del potere maschile, attraverso le scritture di Shelley e Artaud; Come gli uccelli, di Wajdi Mouawad, uno dei maestri della scena contemporanea internazionale, miglior nuovo testo straniero agli Ubu 2024, che affronta un amore tra un giovane tedesco di origine israeliana e una giovane americana di origini palestinesi; I 7 Cervi, di Eugenio Sideri, dedicato alla memoria dei sette fratelli, memoria corale della Resistenza antifascista.

La Stagione è anticipata da un prologo, composto da sette appuntamenti, che si susseguiranno a partire da settembre: due lavori delle Albe Saturno, figlio di Anarchia di Luigi Dadina e Malpelo. La verità sta nelle tenebre di Roberto Magnani; due spettacoli del regista polacco Norbert Rakowski, Autentic e I’m Nowhere; un lavoro dalla Norvegia di Andrea Spreafico e Matteo Fargion, Durante and Bad Loves; due lavori a tema ambientale con uno dei maestri della narrazione, Marco Paolini: il primo Atlante delle rive sarà curato dalle Albe che rispondono a una chiamata di riflessione collettiva, mentre in Bestiario idrico, si costruisce una drammaturgia di fiumi e animali che li popolano.

La Stagione ha anche due appuntamenti fuori abbonamento attorno alla danza, Il mondo altrove: una storia notturna di Nicola Galli e Butchers Capsule di Gloria Dorliguzzo, Lucia Amara, Caterina Dufi.

Ravenna Teatro fa parte dell’𝐄𝐓𝐂 Theatre Green Book, il primo strumento europeo per guidare i teatri verso la neutralità climatica e raggiungere zero emissioni nette entro il 2030. Il Centro di Produzione si impegna per una riduzione dell’utilizzo della carta e tutti i nostri materiali saranno stampati con carta FSC (Forest Stewardship Council). Tutte le stagioni di Ravenna Teatro di quest’anno avranno un’immagine ecologica e simbolica: a ogni stagione sarà associata una fotografia di un albero, e per La Stagione dei Teatri si comincia con un grande maestro della fotografia contemporanea, Guido Guidi.

Nella stessa direzione, con il progetto In viaggio verso il teatro, Ravenna Teatro continua ad offrire ai residenti delle Circoscrizioni Nord e Sud del comune di Ravenna e ai residenti di Voltana, Alfonsine e dei lidi l’opportunità di recarsi a teatro usufruendo di un servizio di trasporto gratuito. Abbonamento più navetta 146 euro / under 26 50 euro.

Infine, grande attenzione continua ad essere riservata anche a chi ha meno di 26 anni, che potrà usufruire di abbonamenti a prezzi popolari.

TITOLI FISSI

Teatro Alighieri
giovedì 4, venerdì 5, sabato 6 dicembre ore 21:00,
domenica 7 dicembre ore 15:30

Franco Branciaroli, Paolo Valerio, Carlo Goldoni

SIOR TODERO BRONTOLON

Teatro Alighieri
giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 gennaio ore 21:00,
domenica 18 gennaio ore 15:30

Peppino Mazzotta

ENIGMA

 

Teatro Alighieri
giovedì 19, venerdì 20, sabato 21 febbraio ore 21:00,
domenica 22 febbraio ore 15:30

Giacomo Poretti, Daniela Cristofori, Marco Zoppello

CONDOMINIO MON AMOUR

Teatro Alighieri
giovedì 5, venerdì 6, sabato 7 marzo ore 21:00,
domenica 8 marzo ore 15:30

Alessandro Haber, Paolo Valerio, Italo Svevo

LA COSCIENZA DI ZENO

Teatro Alighieri
giovedì 26, venerdì 27, sabato 28 marzo ore 21:00,
domenica 29 marzo ore 15:30

Ottavia Piccolo, Stefano Massini

MATTEOTTI
Anatomia di un fascismo

Teatro Alighieri
giovedì 16, venerdì 17, sabato 18 aprile ore 21:00,
domenica 19 aprile ore 15:30

Liv Ferracchiati, Anton Čechov

TRE SORELLE

TITOLI A SCELTA

Teatro Rasi
venerdì 23 gennaio ore 21:00

Oscar De Summa

RETTE PARALLELE
Sono l’amore e la morte

Teatro Rasi
venerdì 30 gennaio ore 21:00

Gianluca Ferrato, Alan Bennett

LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO

Teatro Rasi
martedì 3 febbraio ore 21:00

Teatro Koreja, Gabriele Vacis

X DI XYLELLA,
BIBBIA E ALBERI SACRI

Teatro Alighieri
sabato 7 febbraio ore 21.00,
domenica 8 febbraio ore 15.30

Roberto Latini, Jean Anouilh

ANTIGONE

Teatro Rasi
venerdì 13 febbraio ore 21:00

Eleonora Danco

SABBIA

Teatro Rasi
martedì 24 febbraio ore 21:00

Compagnia Dammacco/Balivo

ARLECCHINO NEL FUTURO

Teatro Rasi
mercoledì 4 marzo ore 21:00

Nicola Galli

DESERTO TATTILE

Teatro Rasi
martedì 10, mercoledì 11,
giovedì 12 marzo ore 21:00

Gemma Hansson Carbone, Dimitris Dimitriadis

IL VANGELO DI CASSANDRA
Annunciazione di una genesi

Teatro Rasi
sabato 14 marzo ore 21:00

Gloria Dorliguzzo, Lucia Amara

BUTCHERS

Teatro Rasi
mercoledì 18 marzo ore 21:00

Francesco Alberici, Scarti

BIDIBIBODIBIBOO

Teatro Rasi
sabato 21 marzo ore 21:00

Biancofango

NEVER YOUNG
Dov’è Lolit* oggi?

Teatro Rasi
martedì 31 marzo ore 21:00

Piccola Compagnia della Magnolia

CENCI
Rinascimento contemporaneo

Teatro Alighieri
mercoledì 8, giovedì 9 aprile ore 20:00

Marco Lorenzi, Wajdi Mouawad

COME GLI UCCELLI

Teatro Alighieri
martedì 28 aprile ore 21:00

Eugenio Sideri

I 7 CERVI

ABBONAMENTI

È possibile rinnovare o acquistare l’abbonamento da giovedì 17 luglio al 2 agosto e da lunedì 8 settembre a sabato 8 novembre. Abbonarsi d’estate consente di accedere a tariffe scontate e di riservarsi i posti migliori per i titoli a scelta. Il diritto di prelazione scade il 20 ottobre.
L’abbonamento conta 8 appuntamenti

 da giovedì 17 luglio a sabato 2 agosto 

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 154 € | ridotto* 138 € | under26 50 €
| ti presento i miei (under20+genitore) 160 €

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 107 € | ridotto* 96 € | under26 40 € | ti presento i miei (under20+genitore) 116 €

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55 € | under26 38 €

da lunedì 8 settembre a sabato 8 novembre

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 165 € | ridotto* 146 € | under26 50 € | ti presento i miei (under20+genitore) 167 €

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 113 € | ridotto* 103 € | under26 40 €
| ti presento i miei (under20+genitore) 122 €

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55 € | under26 38 €

BIGLIETTI

I biglietti sono in vendita da giovedì 20 novembre presso il Teatro Alighieri e Teatro Rasi; telefonicamente con carta di credito o Satispay; su ravennateatro.com; presso le agenzie de La Cassa di Ravenna Spa e IAT Ravenna. Il servizio di prevendita comporta la maggiorazione del 10% sul prezzo del biglietto.

Prezzi e modalità di acquisto su ravennateatro.com

Teatro Alighieri
Platea e palco I, II e III ordine intero 26 € ridotto* 22 € under26 10 €
Galleria e palco IV ordine intero 18 € ridotto* 16 € under26 10 €
Loggione 
intero 9,00 € under26 6 €

Teatro Rasi
Settore unico intero 18 €
ridotto* 16 €
under26 10 €

*Cral aziendali, gruppi organizzati, docenti, oltre i 65 anni, TCI Touring Club Italiano, soci Coop Alleanza 3.0, Esp Club Card, soci Credito Cooperativo, Arci, Ali Intesa Sanpaolo, Avis, Amici di RavennAntica, Capit, Assicoop, Confcooperative, Coldiretti, Cna, Legacoop, Stadera, Unipol e Euro Company.

Tutte le informazioni sui vantaggi e le promozioni per gli abbonati, Cral aziendali, gruppi organizzati e gruppi scolastici, Ti presento i miei e il servizio di trasporto gratuito per gli spettatori  sono pubblicate su CONVENZIONI.

La Stagione dei Teatri è organizzata con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, ETC e con Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, Assicoop Unipol, Coop Alleanza 3.0, Sedar Cna Servizi Ravenna, CBR Consulenze S.r.l., AR.CO Lavori S.C.C. 

Si ringraziano inoltre i Media Partner: Reclam, Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Ravenna Notizie, Setteserequi, Ravenna Web Tv, Ravenna24ore, Ravenna e Dintorni, Pubblisole.