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Bidibibodibiboo: l’intreccio lavoro-vita nel mondo contemporaneo

LA STAGIONE DEI TEATRI 2025-2026

Bdibibodibiboo in scena per La Stagione dei Teatri 2025/2026 al Teatro Rasi il 18 marzo.

Cosa succede quando il lavoro smette di essere un diritto e diventa una prova continua da superare? Bidibibodibiboo affronta le scelte, le paure e le rinunce di una generazione segnata da un mondo del lavoro spietato attraverso il confronto tra due fratelli. L’uno, impiegato in una multinazionale, è preso di mira dal suo superiore e sprofonda in un incubo persecutorio fino al licenziamento; l’altro è un autore teatrale che sceglie di raccontare pubblicamente la vicenda del fratello, portandola in scena. Il racconto diventa così un dispositivo teatrale che mette in discussione non solo il mondo del lavoro contemporaneo, ma anche il ruolo stesso dell’arte: cosa significa trasformare la vita reale, soprattutto quando è dolorosa, in spettacolo? Attraverso un linguaggio che mescola narrazione autobiografica, ironia e momenti metateatrali, la pièce racconta il fallimento, la vergogna e il desiderio di riscatto di una generazione a confronto con un sistema produttivo sempre più esigente e con un mondo in cui domina la cultura aziendale.

Il titolo è ispirato all’opera quasi omonima di Maurizio Cattelan, nella quale uno scoiattolino è riverso su un tavolo, in un interno casalingo anni ’50 e si è appena sparato un colpo alla testa. Lo squallore di questo interno – con il tavolo e le sedie moderne, in frassino chiaro e formica gialla, le stoviglie sporche buttate nel lavandino e la muffa sulla caldaia – rende alla perfezione l’atmosfera che immaginavo mentre scrivevo. Il testo racconta di due fratelli. Uno è dipendente in una grande e nota multinazionale e, preso all’improvviso di mira da un superiore, inizia a vivere un incubo che terminerà col suo licenziamento. L’altro, che fa l’autore teatrale, decide di raccontare pubblicamente la vicenda del fratello, portandola in scena. Se da un lato volevo raccontare la vergogna e la frustrazione del fratello che ha problemi sul lavoro, dall’altro ci tenevo a ragionare sulla delicata operazione che porta a trasformare un vissuto reale in arte. Sono tanti i temi di questo spettacolo: il modello delirante di cultura aziendale che si sta imponendo a livello globale, in cui i lavoratori sono spinti a raggiungere standard che le stesse aziende definiscono con orgoglio “irragionevolmente alti” e ai dipendenti viene spiegato che quando “si arriva al limite”, a causa dei ritmi di lavoro implacabili, non resta altra soluzione che “superare quel limite”; i percorsi di vita che portano i due fratelli a compiere scelte differenti, scelte in cui la volontà ha un ruolo più marginale di quanto non si creda. La precarietà riguarda ormai sia chi la sceglie deliberatamente, come me, sia chi cerca di costruirsi una vita più stabile. Nessuno è indenne. I nuovi colossi globali del mondo capitalista non stanno ridisegnando soltanto le dinamiche del lavoro, ma anche delle nostre vite. Termini e concetti aziendali hanno invaso il nostro linguaggio – performance, competizione, miglioramento di sé, ottimizzazione – e ridefinito la nostra idea del tempo: ormai il tempo libero non è altro che tempo perso.

Francesco Alberici

 

 

«Alberici ha saputo intercettare, con un poco di anticipo, quel dibattito sulla relazione tra lavoro e vita esploso durante e dopo la pandemia: la vicenda raccontata testimonia infatti la crescente indisponibilità a sottostare alla retorica della realizzazione professionale come elemento identitario. Ma, grattando la superficie del medium che ha scelto di utilizzare, l’autore e regista racconta anche di come il lessico aziendale e le logiche lavorative utilizzati nella multinazionale non siano affatto estranee al mercato culturale».

Maddalena Giovannelli, il Sole 24Ore

 

«Uno spettacolo fuori ordinanza, i cui 100 minuti di durata non si sentono affatto, anche grazie a colpi di scena, sbalordimenti di drammaturgia e di allestimento e notevoli soluzioni di rottura. […] Magari è proprio nella somiglianza tra il fatato mondo cenerentolesco, con le sue promesse di felicità, e il magico life-work balance, con tutte le altre favole che ci racconta l’industria globale, che sta il punto. O almeno uno dei punti: l’ignota costellazione del futuro verso cui Bidibibodibiboodiboo ci spinge a guardare».

Roberto Canziani, Quantescene!

FOCUS LAVORO

Con NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO al Teatro Socjale comincia il FOCUS LAVORO, un viaggio nel mondo del lavoro attraverso teatro, cinema e incontri. Un progetto che unisce linguaggi e generazioni diverse per parlare di ciò che ci lega tutti: il lavoro, la sua trasformazione, e la necessità di immaginare un futuro che non ci separi, ma ci metta ancora in comune.

 

Il lavoro è un punto di osservazione privilegiato per capire lo stato di salute di una società. Negli ultimi decenni crisi economiche, rivoluzioni tecnologiche e una pandemia mondiale hanno ridisegnato il nostro modo di vivere e produrre. Tra tempo di vita e tempo di lavoro, tra diritti e precarietà, tra intelligenza artificiale e welfare in trasformazione, Ravenna Teatro dedica la stagione 2025/2026 a un grande tema collettivo: il lavoro.

Il FOCUS LAVORO che attraverserà l’intera stagione, intrecciando spettacoli, incontri, proiezioni e dialoghi. Un percorso che invita a riflettere su come il lavoro definisca le nostre esistenze, ma anche su come l’arte possa diventare spazio di confronto e di resistenza.

Il viaggio comincia nella stagione di Al Socjale, al Teatro Socjale di Piangipane con NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO – in scena da martedì 14 a domenica 26 ottobre, con pausa lunedì 20 – di Alessandro Renda / Albe, Zona K, con l’attore ravennate Matteo Gatta. Dopo le tappe di La Spezia, Milano, Aosta e Lecce, il progetto arriva a Ravenna in collaborazione con CGIL Ravenna: un affondo poetico e sociologico che mette al centro le vite, le fatiche e le speranze di chi lavora, restituendo la possibilità di sentirsi ancora “coro”. Ogni sera sulla scena lavoratrici e lavoratori diversi e un esperto, per una drammaturgia in continuo cambiamento e esplorazione. Con una Chiamata Pubblica rivolta a chiunque desideri raccontarsi attraverso quello che ha fatto, sta facendo o vorrebbe fare nel mondo del lavoro.

Nelle due domeniche, dopo lo spettacolo sono previsti due incontri: il 19 ottobre Osvaldo Danzi presenterà il libro Il lavoro trattato male (Edizioni FiordiRisorse, 2025), il 26 ottobre Lara Mariani e Simona Malta presentano SENZAFILTRO (Edizioni FiordiRisorse), il giornale che si occupa di cultura del lavoro.

«Con questo FOCUS LAVORO» ha dichiarato Alessandro Renda, attore e regista nelle Albe «abbiamo provato a tenere insieme i frammenti di un discorso collettivo che riguarda tutti: il lavoro come misura delle nostre vite, come spazio di fatica ma anche di immaginazione. Da NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO – nato dal confronto diretto con lavoratrici e lavoratori di ogni settore – si è allargato un orizzonte più vasto, che attraversa la stagione e unisce teatro, cinema e incontri in un unico racconto. Il filo rosso è la domanda su chi siamo oggi dentro questo tempo di trasformazioni: tra intelligenza artificiale e nuove disuguaglianze, tra desiderio e precarietà, tra la necessità di produrre e il bisogno di appartenere. Il teatro, in questo percorso, accoglie le voci del presente, le rende visibili. Perché parlare di lavoro significa parlare di vita, di comunità e di futuro».

A febbraio, infatti, per La Stagione dei Teatri, il Teatro Alighieri ospiterà Condominio Mon Amour, scritto e interpretato da Giacomo Poretti e Daniela Cristofori. Con ironia e leggerezza, lo spettacolo racconta il caos del mondo del lavoro di oggi: orari impossibili, mestieri improbabili, un linguaggio invaso da inglesismi e la minaccia dell’intelligenza artificiale. In un piccolo condominio, un portinaio e una manager diventano metafora della nostra confusione quotidiana, scambiandosi continuamente i ruoli di vittima e carnefice.

 

A marzo, al Teatro Rasi, arriva Bidibibodibidoo di Francesco Alberici, vincitore del Premio Ubu 2024 per il Miglior Nuovo Testo Italiano. Con tenerezza e ferocia, racconta il viaggio di un giovane impiegato nel labirinto aziendale di oggi, tra ambizione, controllo e perdita di sé. Una storia amara e divertente sulla precarietà come condizione esistenziale, più che economica.

 

 

«Ravenna affronta il tema del lavoro anche come una forma d’arte, e per noi è molto importante questa collaborazione con il mondo della cultura», dice Manuela Trancossi, segretaria generale della CGIL della provincia di Ravenna. «Viviamo in una società che, in molti aspetti, è malata. Crediamo che mettere insieme sindacato e cultura possa creare le condizioni per migliorare ciò che ci circonda. È una grande opportunità per avere una visione più ampia della realtà che stiamo vivendo. Per un’organizzazione come la nostra, il lavoro è centrale. “Non siamo niente, saremo tutto” non è solo uno slogan: è una frase che viviamo ogni giorno. Oggi il lavoro, purtroppo, viene spesso considerato “niente”, ma noi sappiamo che le persone sono “tutto”. Il lavoro è il motore che fa andare avanti il Paese: se è sano, crea benessere. Ma oggi non gli viene dato il giusto valore e molte persone non si riconoscono più nel proprio ruolo. Chi parteciperà a “Non siamo niente, saremo tutto” farà un percorso importante e già questo, per noi, è molto importante».

Oltre agli spettacoli, il percorso proseguirà con una rassegna cinematografica di cinema contemporaneo europeo al Cinema Mariani. Pensato in  collaborazione con Festival delle Culture e Cinemaincentro, questo ciclo propone film che intrecciano in maniera potente il tema del lavoro e del precariato con i temi legati all’immigrazione. Quattro film per attraversare il presente: lavoro, precarietà, diritti, esclusione, possibilità di futuro. Mercoledì 29 aprile, ore 21:00: La storia di Souleymane, di Boris Lojkine (Fra 2024, 93’, VOS) con ingresso gratuito, martedì 5 maggio, ore 21:00: Grand Ciel, di Akihiro Hata (Fra, 2026, 91’, VOS), martedì 12 maggio, ore 21:00: The Old Oak, di Ken Loach (Gb, 2023, 113’, VOS), chiuderà martedì 19 maggio, ore 21:00: Anywhere Anytime, di Milad Tangshir (Ita 2024, 82’) con ingresso gratuito. Il film di apertura e quello di chiusura sono eventi gratuiti. Per Grand Ciel e The Old Oak i biglietti sono prenotabili o acquistabili su cinemaincentro.com o direttamente al Cinema Mariani.

Durante la conferenza stampa nella sede della CGIL di Ravenna è intervenuta Federica Moschini, Assessora con delega al Lavoro, Comune di Ravenna: «L’amministrazione comunale sostiene con convinzione questa iniziativa, perché la cultura è uno strumento capace di unire le persone e di aprire spazi di confronto sui temi che ci riguardano da vicino. Tutti, prima o poi, ci troviamo a dire “questa non è vita”: quando diventa difficile tenere insieme lavoro, famiglia, figli, responsabilità. Oggi le soddisfazioni sono sempre più rare, e proprio per questo è importante ricordare il valore del lavoro e della sua dignità. Il sindacato deve tornare al centro del dibattito e della vita sociale: in passato ha fatto la differenza, e può continuare a farla, anche attraverso sportelli di ascolto e supporto. In molti contesti lavorativi, sentirsi riconosciuti — un “sei bravo”, un “hai fatto un buon lavoro” — vale più di qualsiasi incentivo economico. Le gratificazioni umane sono essenziali e troppo spesso dimenticate. Questo FOCUS LAVORO, così come lo spettacolo NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO, è prezioso perché riporta il lavoro al centro della riflessione collettiva: parlarne, con i linguaggi dell’arte e della scena, è un modo per riconoscersi e ripartire insieme».

FOCUS LAVORO è sostenuto da CGIL Ravenna, partner principale del progetto e dall’Assessorato al Lavoro del Comune di Ravenna.

La fotografia del manifesto FOCUS LAVORO è di Giovanni Zaffagnini
Grafica Luca Sarti

CAMPAGNA ABBONAMENTI “La Stagione dei Teatri 2025-2026”

Riprende a settembre la campagna abbonamenti a La Stagione dei Teatri 2025/2026

Si riapre a settembre la campagna abbonamenti de La Stagione dei Teatri 2025/2026 pensata e organizzata da Ravenna Teatro. Come di consueto, saranno i due teatri della città, Rasi e Alighieri, ad accogliere gli spettacoli tra dicembre e aprile. Per il terzo anno consecutivo, ci sarà un prologo alla Stagione, con 7 appuntamenti, a partire dal mese di settembre. Il Centro di Produzione ravennate tiene inoltre a sottolineare che, anche quest’anno, non praticherà un aumento dei prezzi.

La nuova Stagione dei Teatri sarà caratterizzata da uno stretto rapporto con la tradizione e la contemporaneità, tra parola e danza, visioni e identità, memoria e storia, giustizia e disobbedienza, società e lavoro. La formula relativa agli abbonamenti prevede sei titoli fissi e due a scelta, per un totale di otto appuntamenti. Sarà possibile comporre il proprio abbonamento.

I sei spettacoli fissi, programmati al Teatro Alighieri, sono: Sior Todero Brontolon, un classico di Goldoni interpretato da uno dei più grandi interpreti del panorama italiano, Franco Branciaroli; Enigma, con Peppino Mazzotta, attore tra cinema e teatro, noto al grande pubblico per il film Anime nere di Munzi e Il commissario Montalbano; Condominio Mon Amour, con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori, una riflessione divertita tra lavoro e intelligenza artificiale; La coscienza di Zeno, che vede il ritorno a Ravenna di Alessandro Haber; Matteotti. anatomia di un fascismo, di uno dei più autorevoli drammaturghi italiani, Stefano Massini, con una grandissima interprete dal forte impegno civile, Ottavia Piccolo; Tre sorelle, con la regia di Liv Ferracchiati, esponente di una nuova originale generazione della scena contemporanea.

Nella rosa dei titoli che compongono gli spettacoli a scelta compaiono invece Rette Parallele, in cui il drammaturgo, regista e attore Oscar De Summa decide di raccontare la storia di Mariarosaria, protagonista di un amore contrastato; La cerimonia del massaggio, tratto dal libro di Alan Bennett, una tagliente critica della società, con Gianluca Ferrato; X di Xylella, Bibbia e Alberi Sacri, uno spettacolo di Teatro Koreja che utilizza la vicenda del batterio che infesta gli ulivi come metafora del dolore e della distruzione del territorio e della cultura pugliese; Antigone, rilettura contemporanea dell’Antigone di Anouilh, con e di Roberto Latini; in Sabbia, Eleonora Danco ci conduce in un sogno erotico tra attrazione e rifiuto; Arlecchino nel futuro, Dammacco/Balivo ci portano in una visione popolata da androidi, astronavi, paure e speranze, in cui il genere umano è pronto a migrare sulla Luna dove spera di trovare un futuro migliore; Deserto tattile, una composizione coreografica di Nicola Galli ispirata alle forme della solitudine e al deserto inteso come condizione esistenziale; Il Vangelo di Cassandra, di e con Gemma Hansson Carbone, dall’opera di Dimitris Dimitriadis, sul destino della tragica eroina troiana; Butchers, progetto coreografico ispirato alla danza popolare greca; Bidibibodibiboo, premio Ubu al miglior testo italiano 2024, è il ritratto intimo e tragicomico di Francesco Alberici sulla condizione in cui versa il mondo del lavoro; Never Young. Dov’è Lolit* oggi?, doc-performance tra danza e indagine sociale alla scoperta della preadolescenza; Cenci. Rinascimento contemporaneo, de La Piccola Compagnia della Magnolia, in cui una donna del passato cerca di sfidare la prepotenza del potere maschile, attraverso le scritture di Shelley e Artaud; Come gli uccelli, di Wajdi Mouawad, uno dei maestri della scena contemporanea internazionale, miglior nuovo testo straniero agli Ubu 2024, che affronta un amore tra un giovane tedesco di origine israeliana e una giovane americana di origini palestinesi; I 7 Cervi, di Eugenio Sideri, dedicato alla memoria dei sette fratelli, memoria corale della Resistenza antifascista.

La Stagione è anticipata da un prologo, composto da sette appuntamenti, che si susseguiranno a partire da settembre: due lavori delle Albe Saturno, figlio di Anarchia di Luigi Dadina e Malpelo. La verità sta nelle tenebre di Roberto Magnani; due spettacoli del regista polacco Norbert Rakowski, Autentic e I’m Nowhere; un lavoro dalla Norvegia di Andrea Spreafico e Matteo Fargion, Durante and Bad Loves; due lavori a tema ambientale con uno dei maestri della narrazione, Marco Paolini: il primo Atlante delle rive sarà curato dalle Albe che rispondono a una chiamata di riflessione collettiva, mentre in Bestiario idrico, si costruisce una drammaturgia di fiumi e animali che li popolano.

La Stagione ha anche due appuntamenti fuori abbonamento attorno alla danza, Il mondo altrove: una storia notturna di Nicola Galli e Butchers Capsule di Gloria Dorliguzzo, Lucia Amara, Caterina Dufi.

Ravenna Teatro fa parte dell’𝐄𝐓𝐂 Theatre Green Book, il primo strumento europeo per guidare i teatri verso la neutralità climatica e raggiungere zero emissioni nette entro il 2030. Il Centro di Produzione si impegna per una riduzione dell’utilizzo della carta e tutti i nostri materiali saranno stampati con carta FSC (Forest Stewardship Council). Tutte le stagioni di Ravenna Teatro di quest’anno avranno un’immagine ecologica e simbolica: a ogni stagione sarà associata una fotografia di un albero, e per La Stagione dei Teatri si comincia con un grande maestro della fotografia contemporanea, Guido Guidi.

Nella stessa direzione, con il progetto In viaggio verso il teatro, Ravenna Teatro continua ad offrire ai residenti delle Circoscrizioni Nord e Sud del comune di Ravenna e ai residenti di Voltana, Alfonsine e dei lidi l’opportunità di recarsi a teatro usufruendo di un servizio di trasporto gratuito. Abbonamento più navetta 146 euro / under 26 50 euro.

Infine, grande attenzione continua ad essere riservata anche a chi ha meno di 26 anni, che potrà usufruire di abbonamenti a prezzi popolari.

TITOLI FISSI

Teatro Alighieri
giovedì 4, venerdì 5, sabato 6 dicembre ore 21:00,
domenica 7 dicembre ore 15:30

Franco Branciaroli, Paolo Valerio, Carlo Goldoni

SIOR TODERO BRONTOLON

Teatro Alighieri
giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 gennaio ore 21:00,
domenica 18 gennaio ore 15:30

Peppino Mazzotta

ENIGMA

 

Teatro Alighieri
giovedì 19, venerdì 20, sabato 21 febbraio ore 21:00,
domenica 22 febbraio ore 15:30

Giacomo Poretti, Daniela Cristofori, Marco Zoppello

CONDOMINIO MON AMOUR

Teatro Alighieri
giovedì 5, venerdì 6, sabato 7 marzo ore 21:00,
domenica 8 marzo ore 15:30

Alessandro Haber, Paolo Valerio, Italo Svevo

LA COSCIENZA DI ZENO

Teatro Alighieri
giovedì 26, venerdì 27, sabato 28 marzo ore 21:00,
domenica 29 marzo ore 15:30

Ottavia Piccolo, Stefano Massini

MATTEOTTI
Anatomia di un fascismo

Teatro Alighieri
giovedì 16, venerdì 17, sabato 18 aprile ore 21:00,
domenica 19 aprile ore 15:30

Liv Ferracchiati, Anton Čechov

TRE SORELLE

TITOLI A SCELTA

Teatro Rasi
venerdì 23 gennaio ore 21:00

Oscar De Summa

RETTE PARALLELE
Sono l’amore e la morte

Teatro Rasi
venerdì 30 gennaio ore 21:00

Gianluca Ferrato, Alan Bennett

LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO

Teatro Rasi
martedì 3 febbraio ore 21:00

Teatro Koreja, Gabriele Vacis

X DI XYLELLA,
BIBBIA E ALBERI SACRI

Teatro Alighieri
sabato 7 febbraio ore 21.00,
domenica 8 febbraio ore 15.30

Roberto Latini, Jean Anouilh

ANTIGONE

Teatro Rasi
venerdì 13 febbraio ore 21:00

Eleonora Danco

SABBIA

Teatro Rasi
martedì 24 febbraio ore 21:00

Compagnia Dammacco/Balivo

ARLECCHINO NEL FUTURO

Teatro Rasi
mercoledì 4 marzo ore 21:00

Nicola Galli

DESERTO TATTILE

Teatro Rasi
martedì 10, mercoledì 11,
giovedì 12 marzo ore 21:00

Gemma Hansson Carbone, Dimitris Dimitriadis

IL VANGELO DI CASSANDRA
Annunciazione di una genesi

Teatro Rasi
sabato 14 marzo ore 21:00

Gloria Dorliguzzo, Lucia Amara

BUTCHERS

Teatro Rasi
mercoledì 18 marzo ore 21:00

Francesco Alberici, Scarti

BIDIBIBODIBIBOO

Teatro Rasi
sabato 21 marzo ore 21:00

Biancofango

NEVER YOUNG
Dov’è Lolit* oggi?

Teatro Rasi
martedì 31 marzo ore 21:00

Piccola Compagnia della Magnolia

CENCI
Rinascimento contemporaneo

Teatro Alighieri
mercoledì 8, giovedì 9 aprile ore 20:00

Marco Lorenzi, Wajdi Mouawad

COME GLI UCCELLI

Teatro Alighieri
martedì 28 aprile ore 21:00

Eugenio Sideri

I 7 CERVI

ABBONAMENTI

È possibile rinnovare o acquistare l’abbonamento da giovedì 17 luglio al 2 agosto e da lunedì 8 settembre a sabato 8 novembre. Abbonarsi d’estate consente di accedere a tariffe scontate e di riservarsi i posti migliori per i titoli a scelta. Il diritto di prelazione scade il 20 ottobre.
L’abbonamento conta 8 appuntamenti

 da giovedì 17 luglio a sabato 2 agosto 

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 154 € | ridotto* 138 € | under26 50 €
| ti presento i miei (under20+genitore) 160 €

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 107 € | ridotto* 96 € | under26 40 € | ti presento i miei (under20+genitore) 116 €

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55 € | under26 38 €

da lunedì 8 settembre a sabato 8 novembre

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 165 € | ridotto* 146 € | under26 50 € | ti presento i miei (under20+genitore) 167 €

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 113 € | ridotto* 103 € | under26 40 €
| ti presento i miei (under20+genitore) 122 €

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55 € | under26 38 €

BIGLIETTI

I biglietti sono in vendita da giovedì 20 novembre presso il Teatro Alighieri e Teatro Rasi; telefonicamente con carta di credito o Satispay; su ravennateatro.com; presso le agenzie de La Cassa di Ravenna Spa e IAT Ravenna. Il servizio di prevendita comporta la maggiorazione del 10% sul prezzo del biglietto.

Prezzi e modalità di acquisto su ravennateatro.com

Teatro Alighieri
Platea e palco I, II e III ordine intero 26 € ridotto* 22 € under26 10 €
Galleria e palco IV ordine intero 18 € ridotto* 16 € under26 10 €
Loggione 
intero 9,00 € under26 6 €

Teatro Rasi
Settore unico intero 18 €
ridotto* 16 €
under26 10 €

*Cral aziendali, gruppi organizzati, docenti, oltre i 65 anni, TCI Touring Club Italiano, soci Coop Alleanza 3.0, Esp Club Card, soci Credito Cooperativo, Arci, Ali Intesa Sanpaolo, Avis, Amici di RavennAntica, Capit, Assicoop, Confcooperative, Coldiretti, Cna, Legacoop, Stadera, Unipol e Euro Company.

Tutte le informazioni sui vantaggi e le promozioni per gli abbonati, Cral aziendali, gruppi organizzati e gruppi scolastici, Ti presento i miei e il servizio di trasporto gratuito per gli spettatori  sono pubblicate su CONVENZIONI.

La Stagione dei Teatri è organizzata con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, ETC e con Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, Assicoop Unipol, Coop Alleanza 3.0, Sedar Cna Servizi Ravenna, CBR Consulenze S.r.l., AR.CO Lavori S.C.C. 

Si ringraziano inoltre i Media Partner: Reclam, Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Ravenna Notizie, Setteserequi, Ravenna Web Tv, Ravenna24ore, Ravenna e Dintorni, Pubblisole.