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Laboratorio teatrale a cura di Albe/Ravenna Teatro per l’Annuale dantesco


VITA NOVA

Laboratorio teatrale a cura delle Albe/Ravenna Teatro per un’Azione Corale all’Annuale dantesco

Da lunedì 7 settembre a domenica 13 settembre le Albe/Ravenna Teatro terranno un laboratorio gratuito rivolto a ragazze e ragazzi delle scuole medie, delle scuole superiori e dell’Università di Bologna Campus di Ravenna, per costruire un’azione teatrale che verrà presentata domenica 13 settembre alle ore 11 alla Tomba di Dante all’interno delle Celebrazioni per l’Annuale della morte di Dante.

A partire dalla Vita Nova di Dante, gli attori Roberto Magnani e Laura Redaelli guideranno ragazze e ragazzi alla creazione del momento teatrale, che verrà presentato domenica 13 settembre all’interno della ricca programmazione delle Celebrazioni per l’Annuale, omaggio della città di Ravenna al alla figura e alla poetica del Sommo Poeta, a cura di Comune di Ravenna, Istituzione Biblioteca Classense, Centro Dantesco dei frati minori conventuali e Fondazione Ravennantica, che vede da diversi anni la collaborazione con Albe/Ravenna Teatro.

Il laboratorio si terrà al teatro Rasi tutti i giorni dal 7 al 12 settembre dalle ore 17 alle ore 19.
L’esito finale sarà domenica 13 settembre alle ore 11 alla Tomba di Dante, all’interno delle Celebrazioni per l’Annuale della morte di Dante.

Il laboratorio è a numero limitato e iscrizione obbligatoria.
Per partecipare è necessario mandare una mail di iscrizione entro e non oltre martedì 1 settembre 2026 a non-scuola@teatrodellealbe.com indicando nome e cognome del partecipante, data di nascita, scuola di provenienza e un contatto telefonico.

“Storie di acqua. Visioni e leggende”: dal 4 al 7 agosto, un evento speciale di Storie di Ravenna nel Giardino del Teatro Rasi

Quattro serate site-specific in occasione di Ravenna Capitale del Mare 2026, per un racconto a più voci tra storia, memorie e leggende per scoprire insieme lo stretto rapporto tra la città e le sue acque.

Le acque di Ravenna custodiscono memorie antiche e leggende, veri e propri tasselli identitari della nostra città, Capitale del Mare 2026. In occasione di questo importante riconoscimento nasce Storie di acqua. Visioni e leggende, quattro serate site-specific nel Giardino del Teatro Rasi dal 4 al 7 agosto (ore 20.00) dedicate al rapporto tra la città e le sue acque. L’evento è uno speciale appuntamento di Storie di Ravenna, il progetto che da anni ripercorre la storia ravennate attraverso l’arte del teatro e dei suoi linguaggi.

A guidare il pubblico sarà Giovanni Gardini, iconografo e direttore del Museo Diocesano Faenza-Modigliana e del Museo Lercaro di Bologna, che intreccia storia, archeologia, icone, narrazioni orali e documenti alla ricerca di tracce lasciate dalle acque nella storia di Ravenna: da quelle salvifiche legate alla figura di Sant’Apollinare, giunto a Ravenna da Antiochia e compagno di viaggio di Pietro, pescatore di Galilea; alle onde del mare che accompagnano le vicende di Galla Placidia e dell’apostolo Giovanni; fino alla tradizione della Vergine Orante arrivata dal mare e accolta da san Pietro “in sul lito Adriano”.

Ogni appuntamento sarà inoltre affiancato da un incontro condotto da Graziano Graziani, giornalista di Fahrenheit su Radio 3 e scrittore, che nella forma di una diretta radiofonica dialogherà con ospiti provenienti da ambiti diversi per esplorare il rapporto tra l’acqua e l’arte, l’economia e la vita del porto, la tutela degli ecosistemi e la dimensione spirituale. A confrontarsi con lui saranno, martedì 4 agosto, Maria Cristina Carile, docente di Storia dell’arte bizantina all’Università di Bologna; mercoledì 5 agosto, Sara Segati, responsabile scientifica di CESTHA – Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat; giovedì 6 agosto, Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale; venerdì 7 agosto, Sorella Anastasia del Monastero delle Carmelitane di Ravenna. Le conversazioni confluiranno in un podcast, che resterà come testimonianza del progetto e sarà successivamente messo a disposizione del pubblico.

A completare il programma, ogni sera sarà proposta una cena di pesce all’aperto, un momento conviviale che accompagnerà il racconto di Giovanni Gardini e le conversazioni condotte da Graziani.

Si ringrazia la Cooperativa Sociale Sol.Co e la Casa residenza per anziani Garibaldi – Zarabbini

Ingresso unico: spettacolo + cena (due portate: antipasto e risotto di pesce; bevande escluse) 18 €
La cena è a cura dello chef Luca Tassinari.

I posti sono limitati, è consigliato l’acquisto in prevendita a questo link, o presso la biglietteria del Rasi (mercoledì 29 e giovedì 30 luglio, mercoledì 5 e giovedì 6 agosto dalle 15.00 alle 18.00).

Si chiede di segnalare eventuali intolleranze.

Per informazioni
tel. 0544 36239
info@ravennateatro.com

CAMPAGNA ABBONAMENTI “La Stagione dei Teatri 2026-2027”

Da lunedì 20 luglio Ravenna Teatro apre la campagna abbonamenti per La Stagione dei Teatri 2026-2027

Chi si abbona entro il 7 agosto potrà usufruire di tariffe agevolate e selezionare i posti migliori sugli spettacoli a scelta.

 

La campagna abbonamenti de La Stagione dei Teatri 2026-2027 di Ravenna Teatro prende avvio lunedì 20 luglio e offre una formula composta da 8 titoli, di cui 6 fissi e 2 a scelta. Come di consueto, il calendario si snoda tra novembre e aprile nei due teatri della città, Rasi e Alighieri, mentre tra settembre e novembre torna per il quarto anno consecutivo il Prologo alla Stagione, quest’anno con 8 appuntamenti. Chi si abbona entro il 7 agosto usufruirà di tariffe scontate e potrà scegliere i posti migliori per gli spettacoli a scelta.
Gli abbonamenti si possono acquistare solo presso le biglietterie del Teatro Alighieri e del Teatro Rasi o telefonicamente con carta di credito o Satispay (tel. 0544 249244).
La nuova Stagione dei Teatri è all’insegna della multidisciplinarietà: prosa, danza, performance e video-installazioni animeranno il programma 2026-2027 affrontando temi quali la memoria, la politica contemporanea, le relazioni umane, la storia e la società.

I sei spettacoli fissi, in scena al Teatro Alighieri, sono: Prima del temporale (26-29 novembre), con Umberto Orsini che – tra passato e presente, risate e malinconie – ripercorre la sua carriera artistica diretto da Massimo Popolizio; Erano tutti miei figli (28-31 gennaio), una profonda indagine sul rapporto tra genitori e figli a partire dall’opera di Arthur Miller con la regia di Elio De Capitani; Lo Zar (3-7 febbraio), un ritratto agghiacciante e ipnotico sulla figura di Vladimir Putin, firmato e interpretato da Stefano Massini; Riccardo III (4-7 marzo) di Shakespeare, con Maria Paiato nei panni del Re, personaggio fra i più complessi del teatro elisabettiano; Le Baccanti (18-21 marzo), del maestro greco Theodoros Terzopoulos, che rilegge Euripide facendo di Dioniso l’archetipo del rifugiato; Perfetti sconosciuti (22-25 aprile), l’adattamento teatrale dell’omonimo film di Paolo Genovese campione di incassi con protagonisti tra gli altri Paolo Calabresi e Valeria Solarino.

Nel ventaglio dei titoli che compongono gli appuntamenti a scelta, si trovano invece: L’ombra perduta di Peter Schlemihl di Marco Baliani, che affronta l’assenza di futuro e la corruzione dell’uomo contemporaneo attraverso il personaggio di Von Chamisso; Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972-1977 di Ateliersi, un’immersione nelle atmosfere dei movimenti anti-patriarcali anni ’60 e ’70 a partire dal diario di Carla Lonzi, fra le donne più influenti del femminismo italiano; Morte di Arpagone. Da Raffaele Viviani a Molière a firma di Collettivo LaCorsa, una riflessione sulla tradizione come materia viva con protagonista una figura ibrida tra i personaggi di Viviani e L’avaro di Molière; Extrema Ratio. 5 sketches mistico-paranoici per due attrici, due attori e un calamaro di Armando Pirozzi e Emanuele Valenti, cinque sketches umoristici sulla possibilità della grazia e il paradosso della trascendenza, tra situazioni surreali, comicità e ironia. E ancora, Fulvio Sacco e Christian Giroso si ispirano alla leggenda secondo la quale Topolino sarebbe nato a Caivano (Napoli) per realizzare Caivano Dreamin’. Se puoi sognarlo puoi farlo, uno spettacolo che celebra la forza dei sogni e la magia di chi non smette mai di guardare oltre la realtà; Hamlet travestie è invece lo storico spettacolo della compagnia Punta Corsara, riallestito in occasione dei vent’anni dalla nascita del progetto, che narra di una famiglia napoletana di oggi, schiacciata dalla quotidianità; Giorgina Pi porta in scena Lemnos, una rilettura del mito di Filottete per interrogare le origini della violenza e le forme dell’abbandono oggi; la compagnia georgiana HOI presenta una performance di teatro fisico, Maro, ispirata al diario e alla vita di Maro Makashvili, infermiera, poetessa e prima eroina femminile della Georgia; Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità è l’ultima creazione di Mario Perrotta, Premio Ubu 2025 come miglior progetto sonoro, che racconta la biografia e l’arte del grande cantautore Domenico Modugno. Si prosegue con Ermanna Montanari che con Luṣ torna al poemetto di Nevio Spadoni in una nuova e inedita versione nella quale  Bêlda continua a essere la figura intoccabile e derisa, che invoca la luce su di lei e sul mondo, contro le ombre del presente; e poi, Vorrei una voce, un monologo sulle canzoni di Mina cantate in playback, inno alla capacità di sognare, nato dall’intenso percorso teatrale nella casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza svolto dall’attore e regista Tindaro Granata; La morte e la fanciulla di Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella, la storia di una donna e del suo dubbio: l’ospite portato a casa dal marito è lo stesso uomo che la violentò durante la prigionia?; Trickster di Operabianco, in cui un danzatore trasforma il suo corpo in uno spazio instabile guidato da un trickster, figura che, tra distruzione e creazione, è capace di aprire nuove possibilità di senso. A fine Stagione troviamo Uno spettacolo gigantesco di Alice Sinigaglia, un’esperienza teatrale vertiginosa che catapulta nella bocca dei giganti Gargantua e Pantagruele per celebrare la libertà di essere mostruosi; Damn!, una performance site-responsive di Tea And, in tre lingue (italiano, LIS, inglese), che esplora il legame invisibile tra produzione, consumo e trasformazione del territorio; e L’Analfabeta di Fanny & Alexander con protagonista Federica Fracassi nei panni della scrittrice Ágota Kristóf: un viaggio nell’esperienza dell’esilio e nel laboratorio creativo di una delle più influenti autrici del Novecento.

Tra gli appuntamenti fuori abbonamento, la Stagione presenta due video-installazioni, Miasma di Giorgina Pi e First and second clown, Phantasmata, The Playbouse di Operabianco; e la performance I’ll do, I’ll do, I’ll do di Dewey Dell.

Continua inoltre il progetto In viaggio verso il teatro, che offre ai residenti delle zone Nord, Sud e del Mare del Comune di Ravenna e Alfonsine l’opportunità di assistere agli spettacoli usufruendo di un servizio di trasporto gratuito, accompagnato da una presentazione. Abbonamento più navetta 146€ (60€ per gli under26).

Ravenna Teatro è entrata a far parte di ETC, la più grande rete di teatri pubblici in Europa animata da oltre 40 membri provenienti da più di 20 paesi e si impegna a rispettare il “Theatre Green Book”, uno strumento progettato per guidare i teatri europei verso produzioni e attività a impatto zero. Tutte le stagioni teatrali di quest’anno avranno un’identità visiva ecologica, costruita attorno a immagini di fiumi. Le immagini sono pensate in collaborazione con Osservatorio Fotografico. Per La Stagione dei Teatri, le fotografie sono di Guido Guidi.

La Stagione dei Teatri è organizzata con il supporto di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, ETC, Assicoop Unipol Sai, Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, Coop Alleanza 3.0, Reclam.
Si ringraziano inoltre i Media Partner: Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Ravenna Notizie, Setteserequi, Ravenna Web Tv, Pubblisole, Ravenna24ore, Ravenna e Dintorni.

 

ABBONAMENTI

È possibile rinnovare o acquistare l’abbonamento da lunedì 20 luglio a venerdì 7 agosto e da giovedì 10 settembre a sabato 7 novembre. Abbonarsi d’estate consente di accedere a tariffe scontate e di riservarsi i posti migliori per i titoli a scelta. Il diritto di prelazione scade il 17 ottobre.

L’abbonamento conta 8 appuntamenti

da lunedì 20 luglio a venerdì 7 agosto 

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 154€ | ridotto* 138€ | under26 60 €
| ti presento i miei (under20+genitore) 168€

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 107€ | ridotto*  96€ | under26  50€ | ti presento i miei (under20+genitore) 125€

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55€ | under26 40€

da giovedì 10 settembre a sabato 7 novembre

platea e palco I, II e III ordine Teatro Alighieri, I settore Teatro Rasi
intero 165€ | ridotto* 146€ | under26 60€ | ti presento i miei (under20+genitore) 175 €

galleria e palco IV ordine Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 113€ | ridotto* 103€ | under26 50€
| ti presento i miei (under20+genitore)  130€

loggione Teatro Alighieri, II settore Teatro Rasi
intero 55€ | under26 40€

*Cral aziendali, gruppi organizzati, docenti, oltre i 65 anni, soci Coop Alleanza 3.0, Soci BCC, Arci, Amici di RavennAntica, Iscritti all’università per adulti Bosi Maranotti, Soci Stadera, Soci Capit, Soci Avis, Legacoop Romagna, Confcooperative Romagna-Estense, Assicoop Romagna Futura, UnipolSai

BIGLIETTI
I biglietti sono in vendita da giovedì 19 novembre presso il Teatro Alighieri e Teatro Rasi; telefonicamente con carta di credito o Satispay; su ravennateatro.com; presso le agenzie de La Cassa di Ravenna Spa e IAT Ravenna. Il servizio di prevendita comporta la maggiorazione del 10% sul prezzo del biglietto.

Teatro Alighieri
Platea e palco I, II e III ordine
intero 30 €  | ridotto* 26 €  under26 12 €

Galleria e palco IV ordine
intero 20 € | ridotto* 18 € | under26 12 €

Loggione
intero 10 €| under26 7 €

Lo Zar e Perfetti sconosciuti
platea e palco I, II e III ordine ingresso unico 35 € | galleria e palco IV ordine ingresso unico 25 € | loggione ingresso unico 15 €

Teatro Rasi
Settore unico
intero 18 € | ridotto* 16 € | under26 10 €

Miasma e First and second clown + Phantasmata + The Playhouse
ingresso unico 5€

INFO E BIGLIETTERIA
Teatro Alighieri via Mariani 2 Ravenna
biglietteria aperta tutti i feriali dalle 10:00 alle 13:00, giovedì anche dalle 16:00 alle 18:00 e da un’ora prima di ogni evento –  tel. 0544 249244

Teatro Rasi via di Roma 39 Ravenna
biglietteria aperta il giovedì dalle 16:00 alle 18:00 e da un’ora prima di ogni evento – tel. 0544 30227

 


 

TITOLI FISSI

Teatro Alighieri
giovedì 26, venerdì 27, sabato 28 novembre ore 21:00,
domenica 29 novembre ore 15:30

Umberto Orsini, Massimo Popolizio

PRIMA DEL TEMPORALE

Teatro Alighieri
giovedì 28, venerdì 29, sabato 30 gennaio ore 21:00,
domenica 31 gennaio ore 15:30

Elio De Capitani/Teatro dell’Elfo

ERANO TUTTI MIEI FIGLI

Teatro Alighieri
mercoledì 3, venerdì 5, sabato 6 febbraio ore 21:00,
domenica 7 febbraio ore 15:30

Stefano Massini

LO ZAR

Teatro Alighieri
giovedì 4, venerdì 5, sabato 6 marzo ore 21:00,
domenica 7 marzo ore 15:30

Maria Paiato

RICCARDO III

Teatro Alighieri
giovedì 18, venerdì 19, sabato 20 marzo ore 21:00,
domenica 21 marzo ore 15:30

Theodoros Terzopoulos, Euripide

LE BACCANTI

Teatro Alighieri
giovedì 22, venerdì 23, sabato 24, domenica 25 aprile ore 21:00,

Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Valeria Solarino

PERFETTI SCONOSCIUTI

TITOLI A SCELTA

Teatro Alighieri
venerdì 10, sabato 11 dicembre ore 21:00

Marco Baliani, Maria Maglietta, Mirto Baliani

L’OMBRA PERDUTA DI PETER SCHLEMIHL

Teatro Rasi
martedì 22 dicembre ore 21:00

Fiorenza Menni/Ateliersi, Carla Lonzi

TACI, ANZI PARLA.
Diario di una femminista 1972-1977

Teatro Rasi
mercoledì 13 gennaio ore 21:00

Collettivo LaCorsa

MORTE DI ARPAGONE
Da Raffaele Viviani a Molière

Teatro Rasi
giovedì 14 gennaio ore 21.00

Armando Pirozzi, Emanuele Valenti

EXTREMA RATIO
5 sketches mistico-paranoici per due attrici, due attori e un calamaro

Teatro Rasi
venerdì 15 gennaio ore 21:00

Christian Giroso, Fulvio Sacco

CAIVANO DREAMIN’
Se puoi sognarlo, devi farlo!

 

Teatro Rasi
sabato 16 gennaio ore 21:00

Emanuele Valenti, Gianni Vastarella, Punta Corsara

HAMLET TRAVESTIE

Teatro Rasi
sabato 23 gennaio ore 21:00

Giorgina Pi

LEMNOS

Teatro Rasi
martedì 2 febbraio ore 21:00

Physical Theatre Company HOI

MARO

Teatro Alighieri
mercoledì 17, giovedì 18 febbraio ore 21:00

Mario Perrotta

NEL BLU
Avere tra le braccia tanta felicità

Teatro Rasi
venerdì 19 febbraio ore 21:00, sabato 20 febbraio ore 19:00

Ermanna Montanari

LUṢ

Teatro Rasi
giovedì 25 febbraio ore 21:00

Tindaro Granata

VORREI UNA VOCE

Teatro Rasi
sabato 27 febbraio ore 21:00
domenica 28 febbraio ore 15:30

Elena Bucci, Marco Sgrosso, Gaetano Colella

LA MORTE E LA FANCIULLA

Teatro Rasi
venerdì 12 marzo ore 21:00

Operabianco

TRICKSTER

Teatro Rasi
martedì 30, mercoledì 31 marzo ore 21:00

Tea And

DAMN!

Teatro Rasi
mercoledì 24 marzo ore 21:00

Alice Sinigaglia

UNO SPETTACOLO GIGANTESCO

Teatro Alighieri
giovedì 8, venerdì 9 aprile ore 21:00

Federica Fracassi, Fanny & Alexander

L’ANALFABETA

Albe/Ravenna Teatro lancia una Chiamata Pubblica per partecipare allo spettacolo “I fiumi invisibili”

Tahar Lamri, Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda e Marco Zanotti coinvolgono cittadini e cittadine di ogni età tra Ravenna e Lugo in un percorso di creazione che culminerà in uno spettacolo in programma il 27 settembre in occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi

 

È stata lanciata una Chiamata Pubblica per partecipare a I fiumi invisibili, la nuova creazione di Albe / Ravenna Teatro: tra giugno e luglio cittadine e cittadini di ogni età saranno invitati a prendere parte a un laboratorio teatrale gratuito (o a Ravenna o a Lugo) per la realizzazione di uno spettacolo che debutterà il 27 settembre in occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi. Per partecipare non è richiesta alcuna esperienza artistica pregressa.

Il percorso I fiumi invisibili è parte del progetto Atlante delle rive ideato dall’attore e regista Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo (produzione Jolefilm S.r.l), ed è realizzato in collaborazione con Ente Parco del Delta del Po, Trail Romagna, Comune di Ravenna, Comune di Lugo e Fondazione Teatro Rossini, e con il sostegno dell’Autorità distrettuale del bacino del Po.

Attraverso incontri basati su pratiche di ascolto, narrazione, improvvisazione e un lavoro su corpo, voce e composizione corale, lo scrittore Tahar Lamri, gli artisti del Teatro delle Albe Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda e il musicista e compositore Marco Zanotti, accompagneranno il gruppo di partecipanti in una ricerca artistica sul tema dell’acqua e di ciò che essa lascia nei corpi e nelle vite. Prenderà così forma una scrittura scenica collettiva, capace di mettere in luce le contraddizioni che l’elemento acqua porta con sé: bene essenziale e diritto universale, simbolo del rapporto con la natura, immagine di libertà, ma anche forza minacciosa e pericolosa, eccesso o mancanza, desiderio o paura. Un paesaggio che richiama inevitabilmente i cambiamenti climatici che stanno già trasformando gli ecosistemi, i territori e le vite, rendendo sempre più instabile il rapporto tra comunità, ambiente e risorse idriche.

Nel corso dei laboratori si raccoglieranno ricordi, memorie e storie personali e collettive per una drammaturgia capace di intrecciare documento e poesia, esperienza civile e immaginazione: una polifonia di voci e racconti, in un paesaggio delicato e fragile dove comunità e natura tornano ad ascoltarsi.

COME PARTECIPARE

I laboratori (tutti condotti da Tahar Lamri, Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda, Marco Zanotti) e la partecipazione allo spettacolo sono completamente gratuiti e aperti a chiunque voglia partecipare senza limiti di età e non è richiesta esperienza teatrale pregressa.
Per iscriversi è sufficiente inviare una mail all’indirizzo chiamatapubblica@ravennateatro.com scrivendo nome e cognome, data e luogo di nascita e un numero di telefono.

Si consiglia la partecipazione a tutti gli incontri. Qualora non fosse possibile, è richiesta la partecipazione ad almeno un incontro a giugno, uno a luglio e a tutti quelli di settembre per preparare l’esito finale.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

Clicca QUI

INFORMAZIONI

Per informazioni chiamare lo 054436239 dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00

 

Ravenna Teatro, insieme a perAspera Festival, porta “Nephesh” alla Certosa di Bologna

Al Cimitero Monumentale della Certosa dal 26 maggio al 23 luglio 2026 torna Nephesh | Proteggere l’ombra

 

Cosa resta dopo la morte? Questa e altre domande animano Nephesh | Proteggere l’ombra, la performance ideata e scritta da Alessandro Renda / Teatro delle Albe con lo scrittore Tahar Lamri, che attraversa uno spazio inusuale: il cimitero. L’opera ha compiuto un lungo cammino per i cimiteri italiani, per tornare – dopo la tappa ravennate – al Cimitero della Certosa di Bologna dal 26 maggio al 23 luglio 2026.

L’evento, già presentato a Bologna nell’ambito della XVIII edizione di PerAspera Festival, viene ora riproposto all’interno Calendario estivo della Certosa 2026 e della Settimana alla Scoperta dei Cimiteri europei promossa da ASCE – Association of significant Cemeteries in Europe, sempre in collaborazione con PerAspera Festival.

Nephesh | Proteggere l’ombra propone una riflessione sulla precarietà della vita accompagnando un gruppo di spettatori e spettatrici in un percorso in cuffia fra tombe e viali silenziosi. Intrecciando racconti e immagini che si muovono tra vita e morte, leggende e storie personali, architetture e fotografie, l’itinerario performativo propone l’immersione in un tempo d’ascolto, per riflettere sui legami tra persone e memoria.
La drammaturgia sonora, curata tecnicamente da Francesco Tedde e Cecilia Pellegrini di Atropotopia, si compone di paesaggi sonori spazializzati e voci che introducono narrazioni diversificate, da una voce guida misteriosa a una più eterea fino a una voce interiore. Un’esperienza tanto intima quanto collettiva in un cammino che offre visioni sulla morte provenienti da diverse culture, credenze religiose, passi letterari e filosofici che hanno esplorato il tema. In un tempo che tende a dimenticare, Nephesh | Proteggere l’ombra suggerisce un gesto contrario: proteggere ciò che rischia di svanire, riconoscere il valore delle cose che il tempo non cancella, integrare la morte come parte della vita stessa.

«Questo lavoro – spiega Alessandro Renda – è nato dall’urgenza di dare voce a ciò che normalmente resta nascosto, non detto, a quel senso di vertigine che capita a ognuno di noi di fronte alla morte o alla malattia: è come attraversare uno spazio fragile, dove le ombre che ci abitano prendono corpo e ci parlano delle nostre paure, delle nostre memorie, dei margini del visibile. È un’esperienza che interroga profondamente e invita a concentrarci sul nostro respiro vitale. L’incontro con gli spettatori è stato potentissimo, ho ricevuto decine e decine di lettere e messaggi di chi poi ha voluto condividere con me il proprio ricordo personale. Quando con Tahar Lamri scrivevamo il testo, desideravamo proprio questo tipo di relazione intima da una parte e di condivisione dall’altra, perché il cimitero può diventare non solo un luogo doloroso, ma un luogo vitale che ci suggerisce di proteggere proprio quell’ombra che ci rende umani».

Calendario:

  • MARTEDÌ 26 MAGGIO, ORE 19:00 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)
  • MARTEDÌ 9 GIUGNO, ORE 19:15 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)
  • GIOVEDÌ 11 GIUGNO, ORE 19:15 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)
  • MARTEDÌ 16 GIUGNO, ORE 19:15 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)
  • GIOVEDÌ 25 GIUGNO, ORE 19:15 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)
  • GIOVEDÌ 9 LUGLIO, ORE 19:15 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)
  • VENERDÌ 17 LUGLIO, ORE 19:15 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)
  • GIOVEDÌ 23 LUGLIO, ORE 19:15 (ritrovo ingresso Piangoloni, presentarsi un quarto d’ora prima dell’evento)

 

Informazioni e biglietti

Per partecipare alle date di Bologna è necessario acquistare i biglietti in prevendita.
Tutte el informazioni per l’acquisto a questa PAGINA

Uno spettacolo che ci permette di ascoltare le voci di chi ha vissuto la guerra

LA STAGIONE DEI TEATRI 2025-2026 – evento speciale

Crescere, la guerra in scena come evento speciale per La Stagione dei Teatri 2025-2026 al Teatro Alighieri l’11 maggio, in collaborazione con il Festival delle Culture.

Forse il male non è il contrario del bene,
ma la sua ombra.
F. Mannocchi, Crescere, la guerra (Einaudi, 2026)

Crescere, la guerra è uno spettacolo che intreccia voci e testimonianze vere, raccolte da diverse guerre del passato e del presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. Un viaggio teatrale, che ci costringe ad ascoltare ciò che spesso scegliamo di non vedere: il dolore degli altri.

Attraverso le parole di chi ha vissuto la guerra, si mostra come i semi dei conflitti futuri si annidino nell’inconsapevolezza del presente, nella distrazione di chi racconta senza cura, nella sordità di chi ascolta senza empatia. Una riflessione profonda sul tempo, la memoria e la responsabilità collettiva. Perché ogni guerra nasce anche da ciò che non siamo stati capaci di proteggere. E ogni pace si costruisce a partire da ciò che decidiamo di vedere.

«[…] le sue poesie – al contempo canto, preghiera e maledizione – convocano la grandezza e lo scempio dell’umano davanti alla guerra. Dalla Valle della Beqaa a Kabul, da Sednaya a Yarmouk e Jenin, i territori del massacro sono scelti da chi nel suo lavoro ne ha visitati molti altri. […] E che Mannocchi ce li abbia restituiti in modo così intenso e puntuale è ulteriore prova del suo essere sempre stata poeta, prima di essere reporter».

Alessandra Pigliaru, ilmanifesto

 

«Nel suo incedere quasi aedico, martellato di ripetizioni e di deittici, l’autrice opta per una punteggiatura ingombrante tanto quanto lo è il suo desiderio di riempire lo spazio bianco della pagina, affinché niente rimanga in balia dell’omissione, dell’indifferenza, del fraintendimento. Le parole sgambettano e tranciano, sbocciano per sgomentare: sono preghiere e denunce, canti crudi, nomi propri, dalla cui fiamma non possiamo ripararci perché intorno nel frattempo è tutto schizzato di inchiostro – e l’inchiostro è come una gabbia, che esige posture scomode e vigili».

Eva Luna Mascolino, Il Libraio.it

 

Francesca Mannocchi – Giornalista, scrittrice e documentarista italiana specializzata di migrazioni e conflitti. Ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Libano, Siria, Tunisia, Egitto, Yemen, Afghanistan, Ucraina, Somalia, Chad, Kenya, Sud Sudan, Bangladesh, Palestina e Israele, e nel 2015 ha diretto il documentario If I close my eyes sui bambini siriani rifugiati in Libano dopo l’inizio della guerra. Nel 2016-2017 ha seguito per mesi l’offensiva per liberare Mosul dallo Stato Islamico e a seguito di quell’esperienza ha diretto e sceneggiato insieme al fotografo Alessio Romenzi il documentario Isis, Tomorrow – The lost souls of Mosul, una coproduzione italo-franco-tedesca presentata alla 75a Mostra internazionale del Cinema di Venezia e proiettata in numerosi festival internazionali tra cui Doha, New York e Berlino. Dal 2022 segue l’invasione russa in Ucraina e ha realizzato, prodotto da Fandango, il documentario Lirica Ucraina con cui ha vinto nel 2025 il David di Donatello per il miglior Documentario.

Rodrigo D’Erasmo – Violinista, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore di formazione classica, dal 2001 ad oggi ha registrato decine di album e suonato con numerose band e artisti tra cui Mark Lanegan, Muse, Damon Albarn, Rokia Traoré e molti altri. Dal 2008 è il violinista degli Afterhours, con cui ha vinto tra gli altri il premio della critica al Festival di Sanremo 2009 e il premio Tenco nel 2012. È stato producer ad X Factor nelle edizioni 10, 11, 13 e 14 nel team di Manuel Agnelli e direttore musicale della trasmissione cult di Rai Ossigeno. Dal 2014 ha diretto l’orchestra di Sanremo per vari artisti tra cui Diodato, con il quale nel 2020 ha vinto il Festival con il brano Fai Rumore.
Ha composto colonne sonore per film e documentari e nel 2022 è uscito Songs in a Conversation, progetto con Roberto Angelini che omaggia Nick Drake a 50 anni dall’uscita del suo ultimo lavoro discografico Pink Moon. È ideatore e direttore artistico del Festival multidisciplinare GoDai Fest che quest’anno andrà in scena il 20 e 21 settembre a Milano per la sua terza edizione al Parco ex Paolo Pini. Con Roberto Angelini nel 2025 ha pubblicato il progetto musicale e letterario Il dominio della luce.

Ravenna Teatro a Gothenburg per ETC International Theatre Conference

Ravenna Teatro alla ETC International Theatre Conference di Göteborg: formazione, reti europee e innovazione tra sostenibilità e digitale

 

Ravenna Teatro ha preso parte alla ETC International Theatre Conference svoltasi dal 23 al 26 aprile a Göteborg, in Svezia, presso il Göteborgs Stadsteater e il Backa Teater. L’evento ha riunito circa 200 direttori e professionisti delle arti performative provenienti da 35 Paesi, configurandosi come uno dei principali momenti di incontro per la collaborazione internazionale nel settore teatrale.

Fondata nel 1988, l’European Theatre Convention (ETC) è la più grande rete di teatri pubblici in Europa, con oltre 80 membri in 33 Paesi, sostenuta dal programma Creative Europe dell’Unione Europea, di cui Ravenna Teatro è partner dal 2024. L’organizzazione promuove il teatro europeo come spazio fondamentale di dialogo, democrazia e interazione, sostenendo attività di networking, sviluppo professionale e collaborazioni artistiche su scala internazionale. A questo proposito ricordiamo gli spettacoli internazionali che Ravenna Teatro ha inserito nella programmazione de La Stagione dei Teatri, diretti da registi di fama mondiale, come il polacco Norbert Rakowski con la pièce I’m Nowhere, presentato a Buenos Aires e in Cina subito dopo la tappa ravennate.

L’edizione 2026, intitolata Open to the World, ha posto al centro il ruolo del teatro in un contesto di cambiamento politico e culturale, promuovendo un confronto e uno scambio vivo, strutturato in tavole rotonde e panel, su temi cruciali per il settore: modelli di finanziamento, il ruolo delle donne nel teatro, la formazione degli attori e il loro inserimento nel mondo del lavoro, la difesa dell’autonomia artistica e politica delle istituzioni teatrali dalle interferenze statali.


La partecipazione alla rete ETC per Ravenna Teatro non è solo un’occasione per tessere e consolidare relazioni con realtà teatrali europee, ma anche un concreto dispositivo di formazione e mobilità internazionale. In questo quadro si colloca l’assegnazione di due grant messi a disposizione dai partner ETC. Il primo è l’ETC Theatre Green Book, un percorso sulle pratiche sostenibili nella produzione teatrale, articolato in una serie di webinar e culminato in una certificazione. Il secondo, invece, si è concentrato sull’impiego delle tecnologie digitali nella creazione scenica: in partenariato con il Teatro Jana Palaricka di Trnava (Slovacchia), Ravenna Teatro ha preso parte a un programma formativo che ha combinato momenti online con una residenza intensiva di cinque giorni presso l’Academy for Theatre and Digitality di Dortmund. In questo contesto, due membri dei teatri coinvolti hanno potuto esplorare in modo approfondito, attraverso strumenti avanzati, le potenzialità del videomapping applicato alla scena. I risultati di questa sperimentazione saranno presentati pubblicamente in occasione della prossima conferenza ETC prevista per l’autunno.

“La città di carta”, Storie di Ravenna riemerse dall’Archivio di Stato, in scena dal 14 al 23 maggio

Non una visita guidata, ma un’esperienza narrativa e teatrale dentro la materia viva dell’archivio, tra corridoi, sale, mappe, registri e cassetti che si aprono svelando carte e storie dimenticate o nascoste

A partire da mercoledì 29 aprile presso il Teatro Rasi sarà possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli de LA CITTÀ DI CARTA. Storie di Ravenna riemerse dall’Archivio di Stato, un percorso itinerante attraverso l’Archivio di Stato di Ravenna (Piazza dell’Esarcato) alla scoperta di mappe e registri ricchi di storie dimenticate o nascoste, in programma dal 14 al 23 maggio. I posti sono limitati, prevendita obbligatoria.

LA CITTÀ DI CARTA è un progetto speciale di Storie di Ravenna all’Archivio di Stato, un’esperienza itinerante che attraversa i luoghi della conservazione per trasformarli in luoghi di racconto e visioni. Corridoi, sale, scaffali, cassetti, registri, mappe, fascicoli: l’Archivio si apre a un piccolo gruppo di spettatrici e spettatori non come deposito immobile, ma come spazio abitato da voci, conflitti, tracce, memorie. Da una parte la grande Storia — gli scontri politici, le leggi, il rapporto tra papato e impero, le vicende del Novecento, la guerra, il fascismo, il movimento studentesco — dall’altra storie minori, laterali, spesso dimenticate, che emergono da una lettera, da una sentenza, da una circolare, da un manifesto, da una ricetta, da un elenco di libri proibiti, da un fascicolo rimasto chiuso per decenni.

Gli archivisti diventano narratori e guide di un percorso teatrale e informale, in cui i documenti non vengono soltanto mostrati, ma interrogati, ascoltati, rimessi in movimento. Le carte raccontano l’assalto alla cooperativa nel 1922, la deposizione di Nullo Baldini, i confini tra stati nel Settecento, le acque potabili, le pinete e il raccolto dei pinoli, la censura cinematografica, le misure dei costumi da bagno, il ritrovamento del corpo di Anita Garibaldi, gli studi sulle ossa di Dante, le lotte studentesche, fino a vicende intime e struggenti rintracciate da pochi fogli superstiti o indagini di polizia.

È un viaggio dentro la materia viva della storia: non una lezione, non una visita tradizionale, ma un intreccio di narrazioni che nasce direttamente dalle fonti. Ogni documento conserva un frammento di mondo, ogni registro trattiene una voce, ogni mappa disegna non solo uno spazio ma un modo di abitare il tempo. L’Archivio di Stato diventa un luogo da percorrere e da ascoltare, dove perdersi attraverso più di un millennio di storia cittadina, e dove il passato torna a parlare nel gesto stesso di aprire una carta, leggere un nome, seguire una traccia.

LA CITTÀ DI CARTA
Storie di Ravenna riemerse dall’Archivio di Stato
con Maria Desantis, Michela Dolcini, Fabio Lelli, Marco Mascia, Carmen Morelli, Vito Ronchi, Pamela Stortoni
voci Alessandro Argnani, Roberto Magnani, Laura Redaelli
ideazione e la regia Alessandro Renda

 

CALENDARIO SPETTACOLI
giovedì 14, venerdì 15, giovedì 21 e venerdì 22 maggio ore 18.00 e 20.15
sabato 16 e sabato 23 maggio ore 11.00

 

STORIE DI RAVENNA – Racconti visioni e cronache dalla fondazione a oggi è una rassegna, giunta alla sua ottava edizione, ideata e curata da Alessandro Argnani, Giovanni Gardini, Alessandro Luparini, Roberto Magnani, Laura Orlandini, Alessandro Renda. Il progetto è sostenuto da Nuova Olp Srl.


BIGLIETTI – Ingresso unico 10 €. I biglietti sono in vendita da mercoledì 29 aprile, presso il Teatro Rasi (il 29 aprile e i giovedì 7, 14 e 21 maggio dalle 16.00 alle 18.00) e su ravennateatro.com

Evento itinerante e su più piani dell’edificio, posti limitati, l’acquisto in prevendita è obbligatorio.

INFO E CONTATTI
Teatro Rasi – via di Roma 39
biglietteria aperta il giovedì dalle ore 16,00 alle 18.00 e da un’ora prima dell’evento.
Ravenna Teatro Centro di Produzione Teatrale – via di Roma 39
uffici aperti al pubblico da lunedì a venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
tel. 0544 36239 info@ravennateatro.com biglietteria@ravennateatro.com

La storia dei 7 fratelli Cervi e di quel lutto negato

LA STAGIONE DEI TEATRI 2025-2026

I 7 Cervi in scena per  La Stagione dei Teatri 2025-2026 al Teatro Alighieri il 28 aprile.

«Mi hanno sempre detto: tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami. Ma guardate il seme. Perché la quercia morirà. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l’ideale nella testa dell’uomo»
“Papà” Alcide Cervi

Dopo una violenza, può capitarne di seguito un’altra: quella di un silenzio imposto, di un lutto negato, di corpi sottratti alla pietà. Da qui prende avvio lo spettacolo di Eugenio Sideri, che sceglie di raccontare la vicenda dei sette fratelli Cervi intrecciandola con il mito di Antigone.

I Cervi, figli di una famiglia contadina di Campegine e protagonisti della Resistenza antifascista, furono fucilati il 28 dicembre 1943 al Poligono di Tiro di Reggio Emilia insieme a Quarto Camurri. Alla loro uccisione seguì la negazione del cordoglio: una sepoltura frettolosa e l’impossibilità, per lungo tempo, di onorarli pubblicamente. È in questo spazio che il richiamo ad Antigone si fa centrale. Come nella tragedia di Sofocle la giovane sfida il potere per dare sepoltura al fratello, così Genoeffa Cocconi, madre dei Cervi, rivendicò il diritto al lutto, senza poterlo vedere compiuto.
In scena, gli interpreti sono insieme figure storiche e personaggi tragici: Genoeffa è Antigone, il gerarca fascista richiama Creonte. Attraverso questa sovrapposizione, la vicenda diventa riflessione sul conflitto tra legge e coscienza. Il dialetto reggiano, accanto all’italiano, restituisce radicamento e concretezza.

Lo spettacolo si inserisce nel progetto “I 7 Cervi” e nasce nell’ambito dell’ottantesimo anniversario dei funerali pubblici del 28 ottobre 1945, quando quella storia entrò definitivamente nella memoria collettiva della Resistenza.

Son sette le lettere della Memoria.

A, di Aldo.
Sono partito da un pensiero che era, ed è, un ordigno esploso nella pancia: perdere 7 figli. In un attimo, in un momento, ritrovare sette sedie vuote in quella stanza che aveva visto una famiglia contadina radunarsi, parlarsi, ragionare, leggere, raccontare “fole”. All’improvvisto la stanza si fa silenzio e il vuoto avanza inesorabile, come la nebbia della campagna emiliana.

G, di Gelindo.
Ho ascoltato questa terribile sensazione che mi aggrovigliava le viscere e mi schiacciava le spalle: dolore che ti taglia, ma anche rabbia, anche un grido che si fa pianto e lamento e rivolta.

F, di Ferdinando.
I Cervi e Antigone. Una madre e una sorella rivendicano il proprio lamento e vogliono la dignità di sepoltura per i loro cari, rubati alla vita per una idea di Libertà.

A, di Antenore.
Ho cercato il racconto, in una misura cronologica, camminando con Genoeffa e Antigone a ritroso, per ricordare da dove tutto aveva avuto inizio, e come. Dai Campi rossi, presi in affitto per realizzare nuove tecniche di lavoro, alle parole di Sofocle e del popolo di Tebe.

O, di Ovidio.
E’ proprio il Coro che si fa protagonista, ieri come oggi, nella rivolta contro il potere della dittatura; Coro-Popolo che canta, che si batte, che resiste.

E, di Ettore.
Alcide si fa Tiresia e, come un indovino, legge negli incubi neri della notte che inghiottirà i suoi figli e che darà voce a Don Pasquino Borghi, di lì a poco fucilato per la sua militanza antifascista.

A, di Agostino.
Non volevo la verosimiglianza, e nemmeno la rievocazione, ma trovare un denominatore comune alle due vicende per dar voce ad una unica voce, come se anche i personaggi smettessero di essere tali ed entrassero del Coro di quell’unico funerale del 28 ottobre 1945.

Poi c’è la C, che raccoglie tutto l’alfabeto. C di Cervi.

C come chi combatte, chi non molla, chi non si è arreso nemmeno dinanzi al plotone d’esecuzione, C come madri e padri che han guardato il seme e in lui han visto il futuro.

Eugenio Sideri

Uno spettacolo divertente ma amaro sull’illusione del successo

AL SOCJALE 2025-2026

Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao in scena per la rassegna Al Socjale 2025-2026 al Teatro Socjale il 27 aprile.

Considera il tuo io come la tua peggior sfortuna

Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao è uno spettacolo comico, contemporaneo e multilingue sul rapporto tra Oriente e Occidente, che si ispira al pensiero taoista – un sistema di pensiero profondamente radicato nella cultura cinese – per portare all’attenzione il dilemma esistenziale dell’identità. A partire dallo Zhuang-zi, uno dei tre libri del Canone Taoista, Viola e Matteo – i due componenti della compagnia Tristeza Ensemble e protagonisti dello spettacolo – raccontano di non riuscire ad accettare di non avere abbastanza talento per farsi un nome nel mondo del teatro. Ecco perché, al ritrovamento di un bislacco manoscritto taoista, credono di avere tra le mani lo spettacolo che li vendicherà agli occhi di chi non ha mai riconosciuto il loro genio: per ottenere l’ambitissimo Premio Ubu sono dunque disposti a tutto. Decidono infatti di reclutare alla spicciolata due malcapitati ragazzetti italo-asiatici e iniziano le prove nel retro di un ristorante cinese e si chiedono: i nostri sogni sono forse il riflesso del nostro ego smisurato?

Cos’è il Taoismo?
Il taoismo è una tradizione filosofica e religiosa nata in Cina tra il VI e il IV secolo a.C., attribuita principalmente al pensatore Laozi. Si basa sul concetto di Dao (o “Tao”), cioè il “principio” o la “via” che regola in modo naturale e armonioso l’universo. L’obiettivo dell’essere umano, secondo il taoismo, è vivere in accordo con questo flusso naturale, evitando forzature e seguendo il principio del wu wei, ovvero l’“azione senza sforzo” o il non-agire intenzionale. È una visione che valorizza semplicità, equilibrio e connessione con la natura; una pratica quotidiana anti-antropocentrica, antitetico al “cogito ergo sum” cartesiano, un riconoscere sé stessi come una piccolissima parte di un tutto.

«Lo spettacolo utilizza una comicità leggera e autoironica per affrontare un tema profondo come l’identità, richiamandosi al pensiero taoista di Zhuang-zi senza mai risultare didascalico. Il conflitto tra sogno, ego e fallimento artistico prende forma attraverso i personaggi di Viola e Matteo, figure fragili e ambiziose, sospese tra desiderio di riconoscimento e autoinganno. Il ritrovamento del manoscritto e le prove improvvisate nel retro di un ristorante cinese danno ritmo e situazioni surreali alla scena. Ne emerge una riflessione amara ma divertita sul talento, sull’illusione del successo e sulla difficoltà di accettare i propri limiti».

Progetto Visionari 2026 – Polis Teatro Festival

 

«[…] Usano sé stessɜ per scardinare le resistenze, queste sì antimoderne, del nostro mondo, al pari di Tristeza Ensemble nel Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao. […] fa satira dell’ego, in particolare deɜ teatrantɜ, dispostɜ a tutto, pur di fare uno spettacolo che vinca ai Premi Ubu, e ironia sul modo distorto che abbiamo noi occidentali di intendere la filosofia orientale»

La compagnia Tristeza Ensemble è formata da Matteo Gatta e Viola Marietti, compagni di accademia al Piccolo Tetro di Milano. La compagnia nasce nel 2018 con lo spettacolo AMORE, per la scrittura di Gatta e la regia di Marietti, interpretato da entrambi. AMORE vince il bando #pillolediteatro2018 del Teatro Studio Uno (Tor Pignattara) e replica al Teatro India di Roma nell’estate 2019 all’interno del festival Dominio Pubblico, più altre date tra Ravenna e Milano. Nel 2021 nasce A.L.D.S.T. (Al Limite Dello Sputtanamento Totale), monologo di e con Viola Marietti, con la co-regia di Gatta e Gabriele Gerets Albanese nel ruolo di dramaturg. Lo spettacolo debutta al Teatro Franco Parenti di Milano e conta oltre 40 repliche, tra cui il Teatro Nazionale di Genova, l’Angelo Mai a Roma, il Foce a Lugano, il Morlacchi di Perugia.