Philadelphia e New York hanno “abbracciato” il lavoro del Teatro delle Albe ospitando il progetto che porta l’opera di Dante Alighieri nel mondo.
Ermanna Montanari e Simone Marzocchi @Steven Pisano
Ermanna Montanari @Steven Pisano
Sono state Philadelphia e New York le due città americane toccate in gennaio dal progetto Dante nei cinque continenti, iniziativa con cui Marco Martinelli e Ermanna Montanari si prefiggono di portare il Poeta e la sua opera nel mondo con l’intento di “formare una polis che, forse, proprio nel teatro può ritrovare, oggi, una vocazione pubblica”.
A Philadelphia Martinelli e Montanari sono stati ospiti dell’Università della Pennsylvania/dipartimento di Italianistica e dell’Anneberg Center con una serie di lezioni e seminari su Dante e la poetica della compagnia. Il loro fedeli d’amore, polittico in sette quadri per Dante Alighieri– musica di Luigi Ceccarelli con Montanari (voce) per la quarta volta premio Ubu miglior attrice proprio per questo lavoro, Simone Marzocchi (tromba), testo di Martinelli – è stato proposto nell’ambio del programma dell’Annenberg “Penn live arts”.
“La prima settimana passata a Philadelphia è stata ricchissima ed emozionante – raccontano i due direttori artistici – ed è trascorsa tra workshop, incontri e un’unione profonda con il pubblico attraverso le due serate di fedeli d’amore“. Un’esperienza raccontata anche da Mauro Calcagno in un’intervista su Penn Today, in cui il professore ha affermato: “È stata una pratica immersiva. Quando sei in uno degli spettacoli delle Albe ti ritrovi in un altro mondo: loro non si limitano a mettere in scena un’opera o a leggere a voce alta un testo che conosci, ma fanno davvero qualcosa di speciale”.
A New York Martinelli e Montanari, oltre allo spettacolo fedeli d’amore e a un laboratorio a tema dantesco a La MaMa Theatre, uno dei palchi più importanti per la sperimentazione e l’avanguardia nel teatro contemporaneo internazionale, hanno portato incontri e proiezioni all’Istituto italiano di Cultura e a Casa Italiana Zerilli Marimò/NYU.
Il laboratorio di Marco Martinelli
Scrivendo di loro su lavocedinewyork.com, Alessandro Cassin ha osservato che: “Il Teatro Delle Albe è una delle più influenti compagnie di teatro contemporaneo. Sono stati acclamati in tutto il mondo per la loro modalità di approccio alla letteratura, al teatro e alla tecnica vocale”.
Rispetto all’esibizione di Ermanna Montanari, Carmen Burbridge, sulla testata on-line www.allaboutsolo.com ha scritto: “Ha un talento eccezionale poiché è riuscita a doppiare tanti personaggi distinti. La sua gamma di espressioni vocali è impressionante. Riesce a dare voce in modo convincente a tutte queste entità disumane (…) ad esempio, la sua voce roca e tintinnante per la nebbia cattura la visione immaginata di una voce di nebbia. E questa voce è del tutto diversa da quella dell’asino che Montanari suona nel terzo pannello, mentre raglia e calpesta il palco. Oltre alla sua imponente presenza vocale, fa un ottimo lavoro nell’incarnare fisicamente i personaggi. È in grado di trasformarsi con successo, anche stando dietro un leggìo per la maggior parte del pezzo. Quando si sposta, la sua fisicità è ancora più avvincente. Mi ha fatto desiderare che potesse essere libera di prendere il controllo del palco per l’intero spettacolo, invece di stare dietro il leggìo”.
Il progetto è stato presentato negli Stati Uniti con il supporto del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, ATER Fondazione, Regione Emilia-Romagna, University of Pennsylvania, Teatro delle Albe/Ravenna Teatro; in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Philadelphia e a New York, Com.It.Es, Italian and American Playwrights Project e Casa Italiana Zerilli Marimò NYU.
Philadelphia e New York sono le due città che il Teatro delle Albe toccherà in gennaio nell’ambito dell’iniziativa che si prefigge di portare l’opera di Dante Alighieri nel mondo
Prosegue il progetto Dante nei cinque continenti con cui Martinelli e Montanari si prefiggono di portare il Poeta e la sua opera nel mondo “creando una comunità temporanea che possa condividere un’esperienza precisa, compiere un viaggio insieme, formando una polis che forse proprio nel teatro può ritrovare, oggi, una vocazione pubblica”.
Dopo Buenos Aires, meta che ha inaugurato il progetto nell’autunno del ’22 – lunedì 16 gennaio i due direttori artistici del Teatro delle Albe, Marco Martinelli e Ermanna Montanari, sono partiti per la tappa americana che prevede due appuntamenti: Philadelphia e New York.
A Philadelphia Martinelli e Montanari saranno ospiti dell’Università della Pennsylvania/dipartimento di Italianistica per una serie di lezioni e seminari su Dante e la poetica della compagnia, oltre che per un incontro pubblico presso Annenberg center. A Philadelphia verrà inoltre portato, sempre nel programma dell’Annenberg “Penn live arts”, il loro fedeli d’amore, polittico in sette quadri per Dante Alighieri, musica di Luigi Ceccarelli con Montanari (voce) per la quarta volta premio Ubu miglior attrice proprio per questo lavoro, Simone Marzocchi (tromba), testo di Martinelli.
Successivamente si sposteranno a New York dove, oltre allo spettacolo fedeli d’Amore, porteranno incontri, proiezioni e un laboratorio a tema dantesco a La Mama Theatre, uno dei palchi più importanti per la sperimentazione e l’avanguardia nel teatro contemporaneo internazionale.
Il progetto fedeli d’amore, polittico in sette quadri per Dante Alighieri, verrà presentato negli Stati Uniti con il supporto del Ministero della Cultura e Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, ATER Fondazione, Regione Emilia – Romagna/Cultura d’Europa, University of Pennsylvania,Teatro delle Albe/Ravenna Teatro; in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Philadelphia e a New York, Com.It.Es, Italian and American Playwrights Project e Casa Italiana Zerilli Marimò NYU.
Queste le motivazioni alla base del riconoscimento consegnato nell’ambito della 44esima edizione dei Premi Ubu.
“Malagola, diretta e fondata da Ermanna Montanari ed Enrico Pitozzi, è una scuola di vocalità dall’anima artistica e scientifica. Nata da poco più di un anno, a Ravenna, è una bottega d’arte riconosciuta come corso di alta formazione, aperta alla cittadinanza in diverse articolazioni pubbliche. Molteplici esperienze artistiche sono confluite così in luogo fisico, un palazzo storico di pregio, restituito alla città in sinergia con le istituzioni locali: il manifestarsi ‘politico’ del procedere congiunto di trasmissione e ricerca”.
Per la serata di premiazione è stato chiesto ai partecipanti di indicare una parola sul teatro del futuro e quella scelta da Montanari e Pitozzi è stata ascolto.
“La nostra – hanno spiegato i due direttori – è una parola iniziale, delle origini, condivisa fin da subito con il Teatro delle Albe, Ravenna Teatro e con Mirella Mastronardi perchè è profondamente connessa alla questione del futuro, inteso come origine, con l’augurio che Malagola possa essere un luogo in cui le voci del teatro possano essere custodite, ascoltate e riascoltate per poter emergere”.
Enrico Pitozzi ed Ermanna Montanari durante il conferimento del Premio foto di Malì Erotico
Enrico Pitozzi ed Ermanna Montanari premiati agli Ubu 2022 foto di Malì Erotico
Alla serata ha inoltre preso parte il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna, Michele De Pascale, “con cui – ha sottolineato Ermanna Montanari – abbiamo fatto, per mesi, un lavoro spericolato per mettere in uso un palazzo del Settecento abbandonato da vari anni dal nome, appunto, di Malagola, che abbiamo inteso come destino”.
Oltre che dal pubblico dell’Arena del Sole, la serata è stata seguita in diretta radiofonica su Rai Radio3-Radio3Suite, anche quest’anno principale media-partner, e da diversi gruppi d’ascolto, collegati da abitazioni, associazioni o teatri in diverse parti d’Italia, tra cui lo stesso Palazzo Malagola di via di Roma 118 a Ravenna.
Tra i partner di Malagola, insieme a Comune di Ravenna e Regione Emilia-Romagna, si ricordano Fondazione Ravenna Manifestazioni-Ravenna Festival, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione I Teatri, Ater Fondazione, Fondazione Nazionale Aterballetto, Fondazione Flaminia, Mar – Museo d’Arte della Città, Istituto Superiore di Studi Musicali Giuseppe Verdi, Santarcangelo dei Teatri – Santarcangelo Festival, L’arboreto – Teatro Dimora Mondaino, Cantieri Danza APS, Centro di Ricerca Produzione e Didattica musicale Tempo Reale, Edison Studio Associazione Culturale, Associazione Culturale Masque Teatro, Associazione Culturale Masque Teatro, Start Cinema, La Voce Artistica, BH Audio, Institut Français d’Italie, Italian and American Playwrights project-Umanism LLC- Martin E. Segal Theatre Center.
In occasione della cerimonia di consegna dei Premi Ubu 2022 – che avverrà al Teatro Arena del Sole di Bologna il 12 dicembre, a partire dalle 20 – il Teatro delle Albe e Ravenna Teatro organizzano un gruppo di ascolto radiofonico per seguire la diretta su Rai Radio3. L’appuntamento è dalle ore 20:30 a Palazzo Malagola di via di Roma 118 a Ravenna, sede del centro di ricerca vocale e sonora MALAGOLA diretto da Ermanna Montanari, co-fondatrice e direttrice artistica del Teatro delle Albe, e da Enrico Pitozzi, studioso e docente dell’alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Alla base della scelta di istituire un gruppo d’ascolto vi è la voglia di partecipare, seppur a distanza, ad una festa condivisa con Rai Radio3 e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, seguendo la serata che sarà condotta da Laura Palmieri e Graziano Graziani, con interventi musicali di Ivan Talarico, un’incursione di Matilde Vigna e con la speciale partecipazione di Alessandro Bergonzoni.
Riparte da gennaio e si svilupperà fino a giugno a Ravenna il corso gratuito di Alta formazione di MALAGOLA Scuola di Vocalità e Centro studi sulla Voce, diretto da Ermanna Montanari, co-fondatrice e direzione artistica del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro e dallo studioso e docente dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Enrico Pitozzi. Sarà Silvia Pagliano ad assumere la direzione organizzativa del progetto, lavorando con la squadra organizzativa e tecnica del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro. L’identità visiva è curata dal disegnatore Stefano Ricci, che ha composto il logo e i materiali, insieme al progetto poetico per i social di Malagola di Marco Sciotto, ricercatore dell’Ateneo di Catania-facoltà di Scienze Umanistiche.
logo di Stefano Ricci
Il corso di Alta formazione gratuito per 15 studenti MALAGOLA Pratiche della complessità: i processi creativi nella ricerca vocale e sonora contemporanea si prefigge l’obiettivo di preparare e consolidare professionalmente figure che gravitano a diverso titolo nell’ambito della creazione e della comunicazione artistica – nello spettro ampio che va dal teatro (performer, danzatori/danzatrici, attori e attrici, cantanti e/o strumentisti/e) alla produzione multimediale (radio, audioguide, audiolibri, ecc.). La pratica è indirizzata ad esplorare la voce e le sue interazioni con il suono e la musica strumentale, elettroacustica ed elettronica. Andranno a comporre il corpo docente, insieme a Montanari e Pitozzi, figure di primo piano della sperimentazione artistica nazionale ed internazionale e della ricerca estetica.
Malagola fa parte delle attività di formazione teorico-pratiche avviate dal Centro di produzione ed Ente di formazioneTeatro delle Albe/Ravenna Teatro.
Al centro Meredith Monk, che è stata ospite di Malagola ad aprile a conclusione del precedente corso di alta formazione
scadenza invio candidature 9 dicembre 2022
a info@malagola.eu | +39 333 8996348 (lun-ven 9-13 e 14-18)
info Fb/Ig @MalagolaRavenna | info@malagola.eu
MALAGOLA Pratiche della complessità: i processi creativi nella ricerca vocale e sonora contemporanea corso di Alta formazione gratuito per 15 studenti
Ravenna | da gennaio a giugno 2023 | 590 ore complessive: 490 ore di lezioni in aula, 100 ore di “Project Work”
Requisiti di accesso:
dai diciotto anni di età;
residenza o domicilio in Emilia-Romagna;
titolo di formazione secondaria quinquennale, laurea triennale, magistrale o equipollenti;
pregresse conoscenze, competenze ed esperienze nell’area professionale dello spettacolo acquisite attraverso percorsi formativi formali ed esperienze professionali testate, supportate dall’invio di materiale multimediale;
comprovate competenze ed esperienze nell’ambito della musica strumentale, elettronica ed elettroacustica supportate dall’invio di materiale multimediale.
Al termine sarà rilasciato un attestato di frequenza
Operazione approvata dalla Regione Emilia-Romagna con DGR n. 1951/2022 del 14/11/2022 Rif. PA 2022-17963/RER e cofinanziata con risorse del FSE+ 2021-2027 e della Regione Emilia-Romagna
Ermanna Montanari e Marco Martinelli in una foto di Marco Caselli Nirmal durante Purgatorio
I due fondatori e direttori artistici del Teatro delle Albe – Ermanna Montanari e Marco Martinelli – hanno ideato il Cantiere Dante, nel 2017, progetto che ha coinvolto migliaia di cittadini e cittadine di Ravenna, ma non solo, accanto agli attori e alle attrici della compagnia.
Un lavoro di scavo e approfondimento intorno a Dante, in occasione dei sette secoli della sua morte, che è stato scandito dalla musica di Luigi Ceccarelli, che si è avvalso delle scene e dei costumi degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano – Scuola di Scenografia e Costume – guidati da Edoardo Sanchi e Paola Giorgi, delle luci di Francesco Catacchio e Fabio Sajiz e del suound design di Marco Olivieri.
Una reale e palpitante “messa in vita” della Commedia dantesca, che si è conclusa nel 2022 (un anno dopo, causa interruzioni pandemiche) con la realizzazione di Paradiso, ogni volta a partire dal luogo simbolo, il tempietto dove il poeta è sepolto a fianco della Basilica di San Francesco, dove si sono celebrati i funerali del sommo poeta nel 1321.
Caratteristica del progetto, forte di una mescolanza tra alto e basso, tra la sacra rappresentazione medievale e il “teatro di massa” di Majakovskij, è quella di calare lo spettatore nei panni di Dante e di rendere protagonista la sostanza corale, insieme spirituale e politica, del teatro.
Da questa creazione sono nati altri progetti nel segno del sommo poeta, tra cui Dante nei cinque continenti, sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Istituto italiano di Cultura di Buenos Aires e di New York, che ha debuttato nel mese di ottobre al Teatro San Martín/Complejo Teatral di Buenos Aires, uno tra i più importanti e iconici teatri della capitale argentina.
“Le mie più sincere congratulazioni a Marco Martinelli ed Ermanna Montanari per questo importante e meritato riconoscimento che ci riempie di orgoglio e soddisfazione – è il commento del sindaco di Ravenna, Michele De Pascale -. Questo premio coglie l’assoluta straordinarietà dell’esperienza Chiamata Pubblica per La Divina Commedia che ha rappresentato molto più di una bellissima opera teatrale. È stata la dimostrazione concreta di una comunità capace di unire le proprie energie per dare vita a una meravigliosa avventura collettiva di cui ci siamo sentiti tutti e tutte protagonisti. L’arte di Ermanna Montanari e Marco Martinelli ha saputo raccogliere i versi del Poeta per esaltarne il legame con la contemporaneità, in una profonda connessione con lo spirito della Divina Commedia. Ancora una volta il Teatro delle Albe porta il nome di Ravenna nelle eccellenze nazionali e internazionali della produzione teatrale contemporanea”.
“Ravenna Festival, che ha fortemente voluto questo straordinario progetto di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, non può che essere molto felice ed orgoglioso per questo ulteriore riconoscimento al ‘Cantiere Dante’– osservano congiuntamente il sovrintendenteAntonio De Rosa e il direttore artisticoFranco Masotti -. Se la Divina Commedia è stata ‘messa in vita’ dal Teatro delle Albe e da tutti coloro che hanno così sapientemente e generosamente collaborato, anche la città stessa è tornata a vivere, nel suo festival, dopo il lungo silenzio provocato dalla pandemia, con un Paradiso tripudiante, luminoso e catartico. Ora Ravenna può dirsi ancora più di prima la città di Dante, la città della Commedia che si è fatta palcoscenico rendendo i suoi cittadini protagonisti di un grande affresco teatrale che ricorderemo a lungo”.
“Marco Martinelli e Ermanna Montanari –scriveGiulio Baffi, presidente ANCT, nella motivazione del Premio – sono i costruttori infaticabili di questa cattedrale dello spirito, sono gli artigiani al servizio della parola del poeta, sono gli architetti che hanno deciso di sfidare il cielo, di erigere questa loro cattedrale nel segno di un’urgenza: ridare corpo alla comunità attraverso la poesia. È infatti la vita, il suo flusso energetico, che Martinelli, Montanari e il Teatro delle Albe vanno cercando, sempre e comunque, con l’obiettivo, da rabdomanti della bellezza, di scoprire il fuoco nascosto di un’umanità che ha la potenzialità di essere connessa all’universale, di darsi per trasformare il mondo, renderlo migliore nell’attenzione dell’altro, nel contatto con l’altro”.
INFERNO (2017) ph Zani-Casadio
PURGATORIO (2019) – ph Sara Colciago
PARADISO (2022) – ph Silvia Lelli
Breve cronologia dei premi ricevuti nel corso delle Chiamate pubbliche:
INFERNO – PURGATORIO – PARADISO (2017 < 2022)
La consegna dei premi della critica, manifestazione con cui l’Associazione nazionale dei critici di teatro segnala ogni anno gli spettacoli, i personaggi e le iniziative di particolare importanza registrate nella stagione precedente, si è tenuta quest’anno nel capoluogo campano lo scorso 14 novembre ed è stata ospitata dal Teatro Pubblico Campano nello storico Teatro Nuovo di Napoli.
Per INFERNO, Marco Martinelli e Ermanna Montanari hanno ricevuto altri prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali: Premio Ubu 2017 (“miglior progetto curatoriale”); Premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro-ANCT; Lauro Dantesco ad honorem e Premio Culturale della VDIG-Vereinigung Deutsch-Italienischer Kultur-Gesellschaften.
Per fedeli d’amore: Premio Ubu 2018 “miglior attrice” a Ermanna Montanari
Per PURGATORIO al Teatro delle Albe è stato assegnato il PREMIO AWARDS 2019 PER LA CULTURA dall’Ordine dei Dottori e degli Esperti Contabili di Ravenna per avere restituito ai cittadini di Ravenna l’opera del sommo poeta in chiave corale.
Intervista a Daniele Roccato, contrabbassista e compositore che ha realizzato le musiche dello spettacolo Pasolinacci e Pasolini. Quattro movimenti di ascolto, di e con Marco Martinelli e Ermanna Montanari, in scena venerdì 18 e sabato 19 novembre 2022 alle ore 21, domenica20 novembre alle ore 15.30, al Teatro Rasi.
Come ha composto questa drammaturgia sonora?
“La composizione musicale è nata insieme alla drammaturgia vera e propria; in pratica è venuta da sé, insieme al testo. Lo schema da cui siamo partiti è quello della drammaturgia teatrale, su cui ho realizzato una bozza musicale e poi, a mano a mano che si precisava lo scritto, si chiariva anche la musica. Si può dire che siano cresciute insieme”.
Qual è la figura di Pasolini che emerge?
“Da questo spettacolo emerge quello che Pasolini ha significato per i giovani di quella generazione e, più dettagliatamente, quello che ha rappresentato per Marco, Ermanna e per il Teatro delle Albe. Da un lato c’è il peso specifico della sua figura, l’apertura che ha portato e l’immaginario che ha saputo creare, dall’altro c’è la musica, che qui viene influenzata dalla visione e dalla sensibilità stessa di Pasolini”.
Quello con Marco Martinelli e Ermanna Montanari è un rapporto che dura da anni: cosa aggiunge, questo, allo spettacolo?
“Si può dire che Pasolinacci e Pasolini sia la summa del lavoro portato avanti, insieme, nell’ultimo decennio. Qui la musica si presenta come un nuovo personaggio: in un dialogo immaginario rappresenta una sorta di controparte, un interlocutore, è il raccolto di quello che è stato seminato e su cui si è lavorato in questi anni”.
Qual è il suo rapporto con Pasolini?
“È un rapporto molto distratto, non ho mai avuto un ‘periodo Pasolini’, come invece è accaduto con altri scrittori e come succede spesso, in particolare da adolescenti, con film e libri. Posso dire che il mio ‘Periodo Pasolini’ sia questo: sto infatti mettendo insieme tutto quello che ho visto e letto negli ultimi anni. Ricordo con grande piacere una trasmissione di Enzo Biagi in cui questo intellettuale è stato ospite e in cui, citando implicitamente McLuhan, spiegava come, chi parli attraverso il medium televisivo, influenzi lo spettatore anche solo per il mezzo stesso che utilizza. Mi piace ricordare il Pasolini che ‘rompeva’ il giocattolo della comunicazione televisiva, che guardava la realtà negli occhi e la svelava senza pudore. Per me Pasolini era questo”.
In scena il testo Pier a Novembre dello scrittore Paolo Landi
Avranno per titolo Pier a Novembre le due serate dedicate a Pier Vittorio Tondelli in programma l’8 e il 9 novembre al Teatro Rasi alle ore 21:00. Il nome trae spunto dal testo che il giornalista Paolo Landi, amico di Tondelli, ha scritto in occasione del trentesimo anniversario della morte, avvenuto il 16 dicembre 2021.
In quell’occasione Marco Belpoliti, direttore di Doppiozero, chiese a Paolo Landi un ricordo dello scrittore. Landi, amico di Tondelli dal 1982 fino alla sua morte, non era mai intervenuto: decise di farlo, per la prima volta, rilasciando un’intervista a Sky Arte e scrivendone per Doppiozero.
Oltre a un pezzo di diario ritrovato, Landi pubblicò sul magazine online una testimonianza inedita, intitolata Pier a novembre, in cui riferiva di una domenica all’ospedale di Reggio Emilia, dove il suo amico era ricoverato nel reparto infettivi-malati terminali.
Questo racconto si prestava ad essere letto in un podcast e Marco Martinelli e Ermanna Montanari, che lo avevano ricevuto da Marco Belpoliti, decisero di prendersene cura: Alessandro Argnani, Roberto Magnani e Laura Redaelli lo recitarono, Daniele Nasi eseguì le musiche al sax, Marco Olivieri curò la regia del suono.
Il testo, prodotto da Ravenna Teatro/Teatro delle Albe – con la regia di Marco Martinelli, che ne è ideatore insieme a Ermanna Montanari – riprenderà vita alle 21:00 proprio grazie agli attori delle Albe Alessandro Argnani, Roberto Magnani e Laura Redaelli. A seguire Paolo Landi dialogherà con la giornalista Federica Ferruzzi. Magnani, in chiusura, leggerà Autobahn, che conclude il primo libro dello scrittore emiliano, Altri libertini, scritto nel 1980.
Il 9 novembre, sempre alle 21, andranno in replica Pier a Novembre e la lettura di Autobahn.
Ingresso unico 4 €, biglietteria aperta a partire da un’ora prima dello spettacolo.
Posti limitati.
Informazioni e prenotazioni Ravenna Teatro dalle 10:00 alle 18:00, tel. 0544 36239
Si consolida la collaborazione tra Ravenna Teatro e Museo d’arte della città
Gli spazi del Mar, museo d’arte della città di Ravenna, tornano ad accogliere nuove performance teatrali suggellando la collaborazione con Ravenna Teatro grazie a due produzioni che andranno in scena tra novembre e dicembre.
fotografie di Igor Orizzonte
Il primo spettacolo in programma ha per titolo Un quadro – liberamente tratto dall’opera di Heiner Müller, di e con Roberto Magnani e il duo Cacao, produzione Teatro delle Albe / Ravenna Teatro, – ed è previsto nella sede di via Roma 13 il 3, 4, 5 novembre alle 18 e alle 19.30. Si tratta di un frammento onirico e ossessivo che vede in scena l’attore Magnani avvolto dal suono rock-techno-strumentale-psichedelico di Cacao, duo composto da Matteo Pozzi e Diego Pasini. Un’installazione da camera in cui gli spettatori verranno precipitati all’interno del mondo psichico che emerge dalla descrizione di un quadro inesistente, attraverso il flusso vorticante della voce in dialogo compositivo con l’universo sonoro dell’opera.
Il 27 novembre, 4, 11 e 18 dicembre, alle 15 e 16.30, toccherà invece a Il mostro di Ravenna. Regia e cura dello spazio Alessandro Argnani e Alessandro Panzavolta, testo di Nevio Spadoni, con l’attrice Laura Redaelli e un allievo dell’Istituto superiore di Studi musicali Giuseppe Verdi di Ravenna. Le musiche sono del maestro Christian Ravaglioli. Il testo di Spadoni ripercorre la leggenda del mostro di Ravenna, personaggio che aderisce alle corde del poeta ravegnano. Spadoni – che da sempre predilige i reietti, i rifiutati dalla società e i perseguitati dal potere dei benpensanti – riabilita questa figura, capro espiatorio come tanti altri nella storia, dandogli ‘diritto di cittadinanza’, come persona, nonostante i suoi limiti.
Entrambi gli spettacoli si svolgono in collaborazione con la Rassegna Biennale di Mosaico Contemporaneo, che apre i luoghi più suggestivi della città ad artisti provenienti da tutto il mondo trasformando monumenti, musei, chiostri e spazi simbolici in gallerie d’eccezione, dove le arti più diverse si incontrano per dar vita a commistioni innovative.
informazioni e prenotazioni
0544 36239 – 3783046661
biglietti
Un quadro: 12 euro (comprensivo di accesso alla mostra Prodigy Kid) Il mostro di Ravenna: 8 euro
È prorogata all’11 novembre la possibilità di prendere parte al corso sulla produzione, curatela digitale e valorizzazione del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo
Il Master – diretto da Enrico Pitozzi, studioso e docente dell’Alma Mater Studiorum – è finalizzato alla formazione di figure che contribuiscano alla produzione di documenti audiovisivi e alla curatela digitale del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo, incluse le riprese per eventi streaming, ed è connotato da una natura fortemente pratica, come dimostrano le 176 ore di laboratorio che si terranno presso il Teatro Rasi, in stretta connessione con artisti e artiste di rilievo del panorama europeo.
L’obiettivo è quello di formare figure qualificate, capaci di operare in due diverse direzioni: da un lato nell’elaborazione di nuovi protocolli di documentazione e ripresa dello spettacolo (per lo streaming, la fruizione in piattaforme on demand o affini), dall’altro nella cura e nella valorizzazione digitale dell’importante patrimonio conservato da Teatri, Enti Lirici, Fondazioniche, a vario titolo, si occupano di spettacolo dal vivo, in Italia e in Europa. Da qui il coinvolgimento di Ravenna Teatro, che metterà a disposizione il Teatro Rasi per effettuare l’intera sezione laboratoriale del Master. Le e i partecipanti, per un massimo di 25 persone, lavoreranno in palcoscenico in stretto contatto con gli artisti. In questo quadro è stata importante anche la collaborazione con la Fondazione Ravenna Manifestazioni, nelle persone di Franco Masotti e Antonio De Rosa, che ha permesso di operare con il consorzio Digitalia, importante realtà che offre servizio di streaming, modalità che ha favorito la ripartenza nel post pandemia. Altri pilastri che hanno permesso la costruzione di questo Master sono stati ERT – Emilia-Romagna Teatro Fondazione, che ha finanziato cinque borse di studio da destinare agli studenti più meritevoli, Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto; Tempo Reale; Il Piccolo Teatro di Milano; Fondazione Romaeuropa; il centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni; BH; Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza, L’arboreto; Teatro Comunale di Bologna; Kublai Film e altri che si stanno aggiungendo in questi giorni. Il Master prevede infatti 500 ore di stage presso questi enti, da un lato per immaginare forme di valorizzazione del patrimonio archiviato, dall’altro per mettere a frutto le competenze acquisite nella documentazione innovativa dello spettacolo dal vivo. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, sul piano didattico, non mancano figure di rilievo quali il produttore cinematografico Marco Müller – che intratterrà su strategie per affrontare il mercato – o l’artista Leone d’argento 2020 della Biennale di Venezia Claudia Castellucci, che parlerà della sua concezione degli “archivi d’Arte”. Dal tema dell’estetica della scena multimediale – con la presenza della prof.ssa Maria Grazia Berlangieri (Università La Sapienza) e del prof. Francesco Spampinato (Unibo) – alle forme della drammaturgia audiovisiva (proff. Guccini e Iannucci), passando per la curatela e valorizzazione digitale del patrimonio audiovisivo dello spettacolo dal vivo (prof. Stefano Allegrezza – Unibo), sono diversi gli ambiti di intervento che toccano anche l’aspetto della creatività nei processi di innovazione tecnologica (prof. Giovanni Corazza – Unibo), senza tralasciare una fondamentale sezione dedicata agli aspetti legislativi con la dott.ssa Patrizia Cuoco e il prof. Matteo Paoletti (Unibo), che è stato addetto culturale presso il Ministero degli Affari Esteri per i progetti Unesco di valorizzazione del patrimonio immateriale.
Sul versante workshop, il co-fondatore del Teatro delle Albe, Marco Martinelli, metterà a frutto la sua esperienza teatrale e cinematografica fornendo ai partecipanti le competenze nel tradurre il materiale scenico in materiale audiovisivo, aspetto trattato anche dalla videomaker Elisabeth Coronel. Una seconda sessione di workshop riguarderà invece le strategie di documentazione dei processi creativi adottati in palcoscenico e la loro resa documentale, con l’intervento di Alessandro Renda, Catherine Maximoff e Giulio Boato, mentre il workshop dedicato ai videoducumenti | videoambienti non potrà che essere affidato alla sapienza di Studio Azzurro, storica formazione milanese pioniera della videoarte. In questo quadro non poteva mancare un’esperienza laboratoriale sulle pratiche di registrazione | spazializzazione del suono degli spettacoli, affidato all’esperienza di Massimo Carli, fondatore dell’azienda BH, leader in Italia e in Europa nella fornitura di servizi audio tecnologicamente avanzati per lo spettacolo dal vivo, e del consorzio digITALIA, che metteranno a disposizione del Master le competenze acquisite nel fornire servizi di ripresa streaming.
La partenza delle attività del Master è prevista per il gennaio 2023, con frequenza il venerdì e il sabato.
Enrico Pitozzi, direttore del Master
backstage “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi” (2016) regia Marco Martinelli (@Marco Parollo)
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