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Uno spettacolo che ci permette di ascoltare le voci di chi ha vissuto la guerra

LA STAGIONE DEI TEATRI 2025-2026 – evento speciale

Crescere, la guerra in scena come evento speciale per La Stagione dei Teatri 2025-2026 al Teatro Alighieri l’11 maggio, in collaborazione con il Festival delle Culture.

Forse il male non è il contrario del bene,
ma la sua ombra.
F. Mannocchi, Crescere, la guerra (Einaudi, 2026)

Crescere, la guerra è uno spettacolo che intreccia voci e testimonianze vere, raccolte da diverse guerre del passato e del presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. Un viaggio teatrale, che ci costringe ad ascoltare ciò che spesso scegliamo di non vedere: il dolore degli altri.

Attraverso le parole di chi ha vissuto la guerra, si mostra come i semi dei conflitti futuri si annidino nell’inconsapevolezza del presente, nella distrazione di chi racconta senza cura, nella sordità di chi ascolta senza empatia. Una riflessione profonda sul tempo, la memoria e la responsabilità collettiva. Perché ogni guerra nasce anche da ciò che non siamo stati capaci di proteggere. E ogni pace si costruisce a partire da ciò che decidiamo di vedere.

«[…] le sue poesie – al contempo canto, preghiera e maledizione – convocano la grandezza e lo scempio dell’umano davanti alla guerra. Dalla Valle della Beqaa a Kabul, da Sednaya a Yarmouk e Jenin, i territori del massacro sono scelti da chi nel suo lavoro ne ha visitati molti altri. […] E che Mannocchi ce li abbia restituiti in modo così intenso e puntuale è ulteriore prova del suo essere sempre stata poeta, prima di essere reporter».

Alessandra Pigliaru, ilmanifesto

 

«Nel suo incedere quasi aedico, martellato di ripetizioni e di deittici, l’autrice opta per una punteggiatura ingombrante tanto quanto lo è il suo desiderio di riempire lo spazio bianco della pagina, affinché niente rimanga in balia dell’omissione, dell’indifferenza, del fraintendimento. Le parole sgambettano e tranciano, sbocciano per sgomentare: sono preghiere e denunce, canti crudi, nomi propri, dalla cui fiamma non possiamo ripararci perché intorno nel frattempo è tutto schizzato di inchiostro – e l’inchiostro è come una gabbia, che esige posture scomode e vigili».

Eva Luna Mascolino, Il Libraio.it

 

Francesca Mannocchi – Giornalista, scrittrice e documentarista italiana specializzata di migrazioni e conflitti. Ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Libano, Siria, Tunisia, Egitto, Yemen, Afghanistan, Ucraina, Somalia, Chad, Kenya, Sud Sudan, Bangladesh, Palestina e Israele, e nel 2015 ha diretto il documentario If I close my eyes sui bambini siriani rifugiati in Libano dopo l’inizio della guerra. Nel 2016-2017 ha seguito per mesi l’offensiva per liberare Mosul dallo Stato Islamico e a seguito di quell’esperienza ha diretto e sceneggiato insieme al fotografo Alessio Romenzi il documentario Isis, Tomorrow – The lost souls of Mosul, una coproduzione italo-franco-tedesca presentata alla 75a Mostra internazionale del Cinema di Venezia e proiettata in numerosi festival internazionali tra cui Doha, New York e Berlino. Dal 2022 segue l’invasione russa in Ucraina e ha realizzato, prodotto da Fandango, il documentario Lirica Ucraina con cui ha vinto nel 2025 il David di Donatello per il miglior Documentario.

Rodrigo D’Erasmo – Violinista, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore di formazione classica, dal 2001 ad oggi ha registrato decine di album e suonato con numerose band e artisti tra cui Mark Lanegan, Muse, Damon Albarn, Rokia Traoré e molti altri. Dal 2008 è il violinista degli Afterhours, con cui ha vinto tra gli altri il premio della critica al Festival di Sanremo 2009 e il premio Tenco nel 2012. È stato producer ad X Factor nelle edizioni 10, 11, 13 e 14 nel team di Manuel Agnelli e direttore musicale della trasmissione cult di Rai Ossigeno. Dal 2014 ha diretto l’orchestra di Sanremo per vari artisti tra cui Diodato, con il quale nel 2020 ha vinto il Festival con il brano Fai Rumore.
Ha composto colonne sonore per film e documentari e nel 2022 è uscito Songs in a Conversation, progetto con Roberto Angelini che omaggia Nick Drake a 50 anni dall’uscita del suo ultimo lavoro discografico Pink Moon. È ideatore e direttore artistico del Festival multidisciplinare GoDai Fest che quest’anno andrà in scena il 20 e 21 settembre a Milano per la sua terza edizione al Parco ex Paolo Pini. Con Roberto Angelini nel 2025 ha pubblicato il progetto musicale e letterario Il dominio della luce.

Focus Lavoro: 4 film sui temi della precarietà e dei diritti

Dal 29 aprile al 19 maggio, un percorso composto da quattro film, pensato in collaborazione con CGIL Ravenna, Comune di RavennaFestival delle Culture e Cinemaincentro, per affrontare la questione lavorativa nell’era contemporanea, con un’attenzione ai temi legati all’immigrazione

Il FOCUS LAVORO – il progetto di Ravenna Teatro, CGIL Ravenna e Comune che ha attraversato l’intera Stagione 2025/2026 con spettacoli, incontri e proiezioni – si conclude con una rassegna cinematografica in programma al Cinema Mariani dal 29 aprile al 19 maggio. Quattro film che affrontano i temi della precarietà e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici nel nostro presente, con un’attenzione rivolta alle delicate questioni che colpiscono le persone con background migratorio. Il ciclo è realizzato in collaborazione con Comune di RavennaFestival delle Culture e Cinemaincentro.

Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli e iniziano tutte alle ore 21.00.

Si comincia mercoledì 29 aprile con La storia di Souleymane di Boris Lojkine (Fra 2024, 93’), due giorni cruciali nella vita di Souleymane, giovane migrante guineano senza documenti a Parigi, tra consegne in bici e il colloquio decisivo per l’asilo. Un racconto teso e realistico che denuncia lo sfruttamento della gig economy e la fragilità di chi vive sospeso tra sopravvivenza quotidiana e diritto al riconoscimento. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai European Film Awards, ha ottenuto 8 candidature e vinto 4 Cesar, ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards. La proiezione è a ingresso gratuito.

Grand Ciel di Akihiro Hata (Fra, 2026, 91’) è invece in programma martedì 5 maggio. Il film racconta di un cantiere notturno destinato a diventare una città del futuro, in cui operai precari e invisibili lavorano in condizioni sempre più dure e rischiose. Tra misteriose sparizioni e sospetti di insabbiamento, Grand Ciel si rivela un thriller sociale che svela il costo umano del progresso, tra sfruttamento e vulnerabilità dei lavoratori, soprattutto migranti.

Martedì 12 maggio è la volta di The Old Oak di Ken Loach (GB, 2023, 113′), ambientato in un ex villaggio minerario del nord dell’Inghilterra, in cui vive una comunità impoverita e divisa dall’arrivo di rifugiati siriani. Tra tensioni sociali e paure alimentate dalla precarietà, il film intreccia lavoro e immigrazione, aprendo uno spazio di solidarietà possibile tra chi condivide la stessa fragilità.

La rassegna si chiude martedì 19 maggio con Anywhere Anytime di Milad Tangshir (Ita 2024, 82’), una proiezione a ingresso gratuito che segue la lotta quotidiana di Issa, un giovane migrante senza documenti nella Torino contemporanea. Un racconto secco e profondamente umano sullo sfruttamento contemporaneo, dove il lavoro non offre integrazione ma produce nuova fragilità e marginalizzazione.

I biglietti sono prenotabili o acquistabili su cinemaincentro.com o direttamente al Cinema Mariani.

INFO E CONTATTI

Biglietti L’Histoire de Souleymane e Anywhere Anytime sono eventi gratuiti, prenotabili inviando una mail a casadelleculture@comune.ravenna.it.
Per Grand Ciel e The Old Oak i biglietti sono prenotabili o acquistabili su cinemaincentro.com o direttamente al Cinema Mariani (intero 8 €, ridotto 6,50 €, under25 5 €).
Gli abbonati de La stagione dei Teatri hanno diritto al biglietto ridotto.

Informazioni Cinema Mariani, via Ponte Marino 19 Ravenna, tel. 0544 37148
cinemamariani.ravenna@gmail.com e cinemaincentro.com

FOCUS LAVORO è un percorso di approfondimento sulle questioni lavorative contemporanee attraverso spettacoli, proiezioni e incontri nell’arco della Stagione dei Teatri 25/26, realizzato da Ravenna Teatro in collaborazione con CGIL Ravenna e con l’Assessorato del Lavoro del Comune di Ravenna.

FOCUS LAVORO

Con NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO al Teatro Socjale comincia il FOCUS LAVORO, un viaggio nel mondo del lavoro attraverso teatro, cinema e incontri. Un progetto che unisce linguaggi e generazioni diverse per parlare di ciò che ci lega tutti: il lavoro, la sua trasformazione, e la necessità di immaginare un futuro che non ci separi, ma ci metta ancora in comune.

 

Il lavoro è un punto di osservazione privilegiato per capire lo stato di salute di una società. Negli ultimi decenni crisi economiche, rivoluzioni tecnologiche e una pandemia mondiale hanno ridisegnato il nostro modo di vivere e produrre. Tra tempo di vita e tempo di lavoro, tra diritti e precarietà, tra intelligenza artificiale e welfare in trasformazione, Ravenna Teatro dedica la stagione 2025/2026 a un grande tema collettivo: il lavoro.

Il FOCUS LAVORO che attraverserà l’intera stagione, intrecciando spettacoli, incontri, proiezioni e dialoghi. Un percorso che invita a riflettere su come il lavoro definisca le nostre esistenze, ma anche su come l’arte possa diventare spazio di confronto e di resistenza.

Il viaggio comincia nella stagione di Al Socjale, al Teatro Socjale di Piangipane con NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO – in scena da martedì 14 a domenica 26 ottobre, con pausa lunedì 20 – di Alessandro Renda / Albe, Zona K, con l’attore ravennate Matteo Gatta. Dopo le tappe di La Spezia, Milano, Aosta e Lecce, il progetto arriva a Ravenna in collaborazione con CGIL Ravenna: un affondo poetico e sociologico che mette al centro le vite, le fatiche e le speranze di chi lavora, restituendo la possibilità di sentirsi ancora “coro”. Ogni sera sulla scena lavoratrici e lavoratori diversi e un esperto, per una drammaturgia in continuo cambiamento e esplorazione. Con una Chiamata Pubblica rivolta a chiunque desideri raccontarsi attraverso quello che ha fatto, sta facendo o vorrebbe fare nel mondo del lavoro.

Nelle due domeniche, dopo lo spettacolo sono previsti due incontri: il 19 ottobre Osvaldo Danzi presenterà il libro Il lavoro trattato male (Edizioni FiordiRisorse, 2025), il 26 ottobre Lara Mariani e Simona Malta presentano SENZAFILTRO (Edizioni FiordiRisorse), il giornale che si occupa di cultura del lavoro.

«Con questo FOCUS LAVORO» ha dichiarato Alessandro Renda, attore e regista nelle Albe «abbiamo provato a tenere insieme i frammenti di un discorso collettivo che riguarda tutti: il lavoro come misura delle nostre vite, come spazio di fatica ma anche di immaginazione. Da NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO – nato dal confronto diretto con lavoratrici e lavoratori di ogni settore – si è allargato un orizzonte più vasto, che attraversa la stagione e unisce teatro, cinema e incontri in un unico racconto. Il filo rosso è la domanda su chi siamo oggi dentro questo tempo di trasformazioni: tra intelligenza artificiale e nuove disuguaglianze, tra desiderio e precarietà, tra la necessità di produrre e il bisogno di appartenere. Il teatro, in questo percorso, accoglie le voci del presente, le rende visibili. Perché parlare di lavoro significa parlare di vita, di comunità e di futuro».

A febbraio, infatti, per La Stagione dei Teatri, il Teatro Alighieri ospiterà Condominio Mon Amour, scritto e interpretato da Giacomo Poretti e Daniela Cristofori. Con ironia e leggerezza, lo spettacolo racconta il caos del mondo del lavoro di oggi: orari impossibili, mestieri improbabili, un linguaggio invaso da inglesismi e la minaccia dell’intelligenza artificiale. In un piccolo condominio, un portinaio e una manager diventano metafora della nostra confusione quotidiana, scambiandosi continuamente i ruoli di vittima e carnefice.

 

A marzo, al Teatro Rasi, arriva Bidibibodibidoo di Francesco Alberici, vincitore del Premio Ubu 2024 per il Miglior Nuovo Testo Italiano. Con tenerezza e ferocia, racconta il viaggio di un giovane impiegato nel labirinto aziendale di oggi, tra ambizione, controllo e perdita di sé. Una storia amara e divertente sulla precarietà come condizione esistenziale, più che economica.

 

 

«Ravenna affronta il tema del lavoro anche come una forma d’arte, e per noi è molto importante questa collaborazione con il mondo della cultura», dice Manuela Trancossi, segretaria generale della CGIL della provincia di Ravenna. «Viviamo in una società che, in molti aspetti, è malata. Crediamo che mettere insieme sindacato e cultura possa creare le condizioni per migliorare ciò che ci circonda. È una grande opportunità per avere una visione più ampia della realtà che stiamo vivendo. Per un’organizzazione come la nostra, il lavoro è centrale. “Non siamo niente, saremo tutto” non è solo uno slogan: è una frase che viviamo ogni giorno. Oggi il lavoro, purtroppo, viene spesso considerato “niente”, ma noi sappiamo che le persone sono “tutto”. Il lavoro è il motore che fa andare avanti il Paese: se è sano, crea benessere. Ma oggi non gli viene dato il giusto valore e molte persone non si riconoscono più nel proprio ruolo. Chi parteciperà a “Non siamo niente, saremo tutto” farà un percorso importante e già questo, per noi, è molto importante».

Oltre agli spettacoli, il percorso proseguirà con una rassegna cinematografica di cinema contemporaneo europeo al Cinema Mariani. Pensato in  collaborazione con Festival delle Culture e Cinemaincentro, questo ciclo propone film che intrecciano in maniera potente il tema del lavoro e del precariato con i temi legati all’immigrazione. Quattro film per attraversare il presente: lavoro, precarietà, diritti, esclusione, possibilità di futuro. Mercoledì 29 aprile, ore 21:00: La storia di Souleymane, di Boris Lojkine (Fra 2024, 93’, VOS) con ingresso gratuito, martedì 5 maggio, ore 21:00: Grand Ciel, di Akihiro Hata (Fra, 2026, 91’, VOS), martedì 12 maggio, ore 21:00: The Old Oak, di Ken Loach (Gb, 2023, 113’, VOS), chiuderà martedì 19 maggio, ore 21:00: Anywhere Anytime, di Milad Tangshir (Ita 2024, 82’) con ingresso gratuito. Il film di apertura e quello di chiusura sono eventi gratuiti. Per Grand Ciel e The Old Oak i biglietti sono prenotabili o acquistabili su cinemaincentro.com o direttamente al Cinema Mariani.

Durante la conferenza stampa nella sede della CGIL di Ravenna è intervenuta Federica Moschini, Assessora con delega al Lavoro, Comune di Ravenna: «L’amministrazione comunale sostiene con convinzione questa iniziativa, perché la cultura è uno strumento capace di unire le persone e di aprire spazi di confronto sui temi che ci riguardano da vicino. Tutti, prima o poi, ci troviamo a dire “questa non è vita”: quando diventa difficile tenere insieme lavoro, famiglia, figli, responsabilità. Oggi le soddisfazioni sono sempre più rare, e proprio per questo è importante ricordare il valore del lavoro e della sua dignità. Il sindacato deve tornare al centro del dibattito e della vita sociale: in passato ha fatto la differenza, e può continuare a farla, anche attraverso sportelli di ascolto e supporto. In molti contesti lavorativi, sentirsi riconosciuti — un “sei bravo”, un “hai fatto un buon lavoro” — vale più di qualsiasi incentivo economico. Le gratificazioni umane sono essenziali e troppo spesso dimenticate. Questo FOCUS LAVORO, così come lo spettacolo NON SIAMO NIENTE SAREMO TUTTO, è prezioso perché riporta il lavoro al centro della riflessione collettiva: parlarne, con i linguaggi dell’arte e della scena, è un modo per riconoscersi e ripartire insieme».

FOCUS LAVORO è sostenuto da CGIL Ravenna, partner principale del progetto e dall’Assessorato al Lavoro del Comune di Ravenna.

La fotografia del manifesto FOCUS LAVORO è di Giovanni Zaffagnini
Grafica Luca Sarti