«È possibile capire molto di un paese guardando le sue spiagge. In tutte le culture, la spiaggia è quel raro spazio pubblico in cui si possono trovare le assurdità e i comportamenti eccentrici tipici di ogni nazione»
Martin Parr
Ogni estate gli stabilimenti balneari della Riviera romagnola si trasformano in comunità temporanee, spazi in cui si intrecciano abitudini, desideri e ossessioni. Sotto gli ombrelloni convivono corpi esposti e sguardi nascosti, slanci vitali e lunghe immobilità pomeridiane, in un microcosmo che oscilla tra intimità ed esibizione e riflette dinamiche più ampie della società contemporanea, dal turismo di massa al consumismo, fino a una diffusa rimozione delle urgenze ambientali.
Ogni estate gli stabilimenti balneari della Riviera romagnola si trasformano in comunità temporanee, spazi in cui si intrecciano abitudini, desideri e ossessioni. Sotto gli ombrelloni convivono corpi esposti e sguardi nascosti, slanci vitali e lunghe immobilità pomeridiane, in un microcosmo che oscilla tra intimità ed esibizione e riflette dinamiche più ampie della società contemporanea, dal turismo di massa al consumismo, fino a una diffusa rimozione delle urgenze ambientali.
A partire da questo contesto, Ombrelloni della compagnia Studio Doiz costruisce un dispositivo narrativo che assume il Bagno Kursaal – stabilimento balneare immaginario rimasto invariato per trent’anni – come punto di osservazione privilegiato per interrogare trasformazioni e contraddizioni del paese. Il lavoro si inserisce nel solco del teatro di narrazione, rielaborandone le matrici attraverso un linguaggio che intreccia parola scenica e intervento musicale dal vivo. Nutrito anche dallo sguardo del fotografo Martin Parr, lo spettacolo compone un “blues rivierasco” in equilibrio tra registri satirici e suggestioni di realismo magico, restituendo un immaginario collettivo sospeso tra memoria e possibile scomparsa.
«La comicità di Ombrelloni è una vertigine d’equilibrio. Gardelli scrive un testo che potremmo dire felliniano, non tanto per ambientazione, quanto per la modalità con cui trasforma l’aneddoto in visione. La parola si fa immagine, e l’immagine diventa teatro. La lingua si piega e si apre, si colora di dialettismi […] e scivola nel dialetto con naturalezza. Nel lavoro di Lorenzo Carpinelli tutto è misura. Anche la sguaiatezza. La sua interpretazione è una piccola ma solida lezione di magistero ritmico: nei crescendo, nei respiri trattenuti, nelle improvvise accensioni vocali e nelle pause improvvise. Mai sopra le righe, ma sempre quasi».
Michele Pascarella, Gagarin Magazine
«Ombrelloni racconta la balneazione come stato dell’anima. Il monologo è interpretato da un eccezionale Lorenzo Carpinelli, che ha poco più di trent’anni, ma da prova di maneggiare il dialetto romagnolo come pochissimi altri della sua generazione»
Federico Savini, Blow Up
«Ombrelloni ha una forma che potremmo definire semplice, un testo comprensibile che qualcuno potrebbe derubricare a confortevole, divertente. Tutt’altro: è un affresco di un’Italia che non c’è più, è un saggio sulla Romagna, in forma scanzonata e disincantata. Un piccolo gioiellino di scrittura con un attore che ha saputo portarci dentro un mondo, facendoci sorridere, a tratti anche amaramente».
Tommaso Chimenti, Corriere dello spettacolo
«Lo spettacolo è minimalista nella scenografia, e si fonda quasi tutto sulla capacità di gradazione del racconto del narratore e della buona intesa con un musicista come Giacomo Toschi, che è la spalla ideale e complice decisivo in questo spettacolo. Una fotografia che in poco più di 70 minuti non perde mai il ritmo, lasciandosi forse trasportare nella scena finale in un ambiente velato di malinconia per un mondo che rischia di essere cancellato da un futuro dal volto sconosciuto».
Pietro Caruso, Romagna in scena
La compagnia STUDIO DOIZ nasce a Ravenna nel 2020 dall’unione di cinque fondatori dalle diverse attitudini. A un cuore teatrale formato da Iacopo Gardelli, giornalista, scrittore e drammaturgo, e Lorenzo Carpinelli, attore, si aggiungono Giacomo Bertoni, musicista e Lorenzo Basurto, organizzatore. L’intento dell’associazione è, fin da subito, quello di ibridare i linguaggi e operare in vari campi dell’agitazione culturale in modo indipendente e innovativo: dal teatro alle arti visive, dal radiodramma al podcasting.
Inizia a partire da lunedì 4 dicembre una serie di cinque spettacoli che prevede anche due appuntamenti tra teatro e sport
Ravenna Teatro continua la collaborazione con il Teatro Socjale di Piangipane e propone, fino ad aprile, cinque appuntamenti tra cui due legati dal rapporto tra teatro e sport. Si comincia il 4 dicembre alle 20:00 con Cuori di terra. Memoria per i sette fratelli Cervi, uno spettacolo dedicato ai valori della Resistenza inserito nella programmazione del Comune relativo alle celebrazioni per il 79esimo anniversario della Liberazione di Ravenna, a cui seguirà un confronto tra la vicepresidente dell’Anpi nazionale, Albertina Soliani, e la parlamentare Ouidad Bakkali, coordinato dal giornalista Andrea Tarroni. Il mese di gennaio vedrà il debutto, dal 15 al 20, sempre alle 20:00, di Saturno figlio d’Anarchia, spettacolo ideato da Cesare Albertano e Luigi Dadina dedicato ad un intellettuale ravennate scomparso prematuramente, Saturno Carnoli, che ha speso la sua vita tra politica, arte, ricerca storica e insegnamento. L’8 febbraio il regista Eugenio Sideri porterà in scena E vént de cuntrêri, con Gianni Parmiani e Tania Eviani, musiche originali Andrea Fioravanti, produzione Lady Godiva Teatro. Orario inizio spettacolo ore 21:00.
TRA TEATRO E SPORT
A partire da marzo 2024 gli ultimi due spettacoli ospitati dal Teatro Socjale di Piangipane saranno all’insegna dello sport: il 5 marzo la regista Laura Curino proporrà Giovinette. Le calciatrici che sfidarono il Duce, performance tratta dal romanzo di Federica Seneghini e Marco Giani. Una storia che ha anche radici ravennati, in quanto una delle protagoniste della prima squadra di calcio femminile italiana, Luisa (detta Gina) Boccalini, di cui si parla nel libro, è stata la nonna dei ravennati Marco Bonitta – il commissario tecnico che ha guidato l’Italia femminile alla prima vittoria del Campionato Mondiale – e Silvia Bonitta, insegnante di inglese a Ravenna.
Il 19 aprile toccherà invece a Gianfelice Facchetti, scrittore e regista teatrale, figlio di Giacinto Facchetti, storico giocatore dell’Inter e della Nazionale – con La tribù del calcio, adattamento teatrale del saggio di Desmond Morris (entrambi gli spettacoli inizieranno alle ore 21:00).
“Continuiamo a portare avanti con grande soddisfazione – osserva Marcella Nonni, co-direttrice di Ravenna Teatro – una Stagione che contribuisce ad animare il Teatro Socjale di Piangipane. Diversi i temi trattati, che comprendono anche un omaggio alla figura dell’intellettuale Saturno Carnoli con un nuovo debutto di Ravenna Teatro. Si tratta perlopiù del ritratto di personaggi, dai fratelli Cervi alle giovani calciatrici che sfidarono il regime fascista, intrecciato ad un ideale percorso che unisce teatro e sport. Questi due ambiti hanno molti punti in comune: entrambi, infatti, sono legati al rito e sono portatori di una funzione pubblica”.
Ad un uomo che domanda come si possa prevenire la guerra, la scrittrice Virginia Woolf risponde: “Occorre narrare biografie”. La vicenda dei Cervi, e del suo esito tragico, rappresenta quella di tante famiglie emiliane e del cammino di emancipazione di un popolo che inizia sul finire del 1800 e si manifesta con l’antifascismo e la Resistenza.
Lo spettacolo è inserito nella programmazione delle celebrazioni per il 79° anniversario della Liberazione di Ravenna. Al termine seguirà l’incontro con Albertina Soliani, vicepresidente Anpi nazionale, e la parlamentare Ouidad Bakkali
Da lunedì 15 a sabato 20 gennaio ore 20:00
Luigi Dadina /Albe
Il ricordo di un intellettuale ravennate, Nino Saturno Carnoli, che ha speso la sua vita tra politica, arte, ricerca storica e insegnamento. Una figura poliedrica, una voce critica che non si è mai stancata di gettare semi di riflessione indagando le perplessità di un presente sempre vissuto appieno. Un rito della memoria, un cerchio unico per attori e spettatori, tutti immersi nella stessa luce.
Giovedì 8 febbraio ore 21:00
Eugenio Sideri / Lady Godiva Teatro
Vént è un lungo sonno, una notte trascorsa tra sogni e incubi, di quelle in cui giuri di essere sveglio, ma poi ti accorgi che non era vero. Una ballad romagnola dai contorni che sfuggono, un po’ come in certi quadri dove la linea è tracciata quasi in una sbavatura delicata. Visioni che ci accompagnano nella nebbia, con i piedi che affondano tra acqua e terra.
Audrey Hepburn 1932. Decimo anno dell’era fascista. Sulla panchina di un parco di Milano un gruppo di ragazze lancia un’idea: giocare a calcio. Una sfida al loro tempo, al regime, alla mentalità dominante che vedeva nel calcio lo sport emblema della virilità fascista. Un racconto che, mischiando comicità e narrazione, dimostra come certi pregiudizi siano duri a morire.
Figlio di Giacinto Facchetti, storico giocatore dell’Inter e della Nazionale, Gianfelice racconta lo sport più popolare del mondo utilizzando le categorie dell’antropologia e spiega come l’uomo si sia trasformato da cacciatore a calciatore. Mescolando teorie e aneddoti sul calcio, ne esce un ritratto più umano di quello che le cronache rimandano, destinato a durare nel tempo.
INFORMAZIONI E BIGLIETTI
Intero 12 euro
Ridotto* 10 euro
*under 30, abbonati a La Stagione dei Teatri, residenti a Piangipane.
Ingresso unico 5 euro spettacoli de La Stagione dei Teatri – Famiglie e Scuole
È possibile prenotare una porzione di cappelletti al termine degli eventi al costo di 8 euro al 333 7605760
Il Teatro Socjale si trova in via Piangipane 153 a Piangipane (Ravenna)
La rassegna è organizzata con il supporto del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Coop Alleanza 3.0, Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, Assicoop Unipol Sai, Reclam, Ottima, Bcc ravennate, forlivese e imolese, Cna, Reclam
e in collaborazione con Mar, Accademia Perduta Romagna Teatri, Assitej Italia, Small Size Network, Paft, Istituzione Biblioteca Classense.
Media Partner: Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Ravenna Notizie, Ravenna Web Tv, Pubblisole, Ravenna e Dintorni, Ravenna24ore, Setteserequi
Al Teatro Socjale di Piangipane una rassegna dedicata ai giovani artisti
Da ottobre a marzo al Teatro Socjale di Piangipane prosegue la consolidata collaborazione con Ravenna Teatro che porta in scena, per la seconda stagione, una rassegna dedicata, in particolare, ai giovani artisti del territorio. Sette i titoli in cartellone – preceduti dall’evento speciale Storie di Ravenna, iniziato il 19 ottobre e dedicato alla cooperazione – a cui si aggiungono i cinque spettacoli rivolti alle famiglie che fanno parte della rassegna La Stagione dei Teatri – Famiglie e Scuole.
Osserva Marcella Nonni, alla direzione di Ravenna Teatro: “Nel teatro costruito dai braccianti siamo felici di iniziare un nuovo viaggio che va dalle ultime generazioni teatrali a consolidate realtà che spaziano anche nel mondo dell’infanzia. Ad aprire questo percorso sarà il napoletano Collettivo LaCorsa”.
Si comincia, infatti, il 26 ottobre, in replica il 27 (alle ore 21:00), con il Collettivo LaCorsa – realtà formatasi nel 2000 a Napoli e costituita da registi, drammaturghi e attori – che alle 21:00 porterà in scena Adam Mazur e le intolleranze sentimentali, spettacolo che parla del bene e dell’impossibilità di scampare al proprio passato. Protagonista Roberto Magnani, attore del Teatro delle Albe, diretto da Gianni Vastarella, con Gabriele Guerra, Pasquale Palma e Valeria Pollice. Disegno luci e drammaturgia sonora Mirto Baliani, per una produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri.
Adam Mazur e le intolleranze sentimentali
A.L.D.S.T. Al limite dello sputtanamento totale
A dicembre – il 21 (alle 21:00) – toccherà invece a Tristeza Ensemble, duo composto dal ravennate Matteo Gatta e da Viola Marietti, che proporrà A.L.D.S.T. AL LIMITE DELLO SPUTTANAMENTO TOTALE, spettacolo in cui la protagonista fa i conti con l’inquietudine di chi soffre di un’adolescenza lunga e si trascina in un tempo apparentemente senza senso, mentre la vita di Anita Garibaldi verrà portata in scena il 24 (ore 21:00) e 25 gennaio (ore 10:00) da Asia Galeotti con L’ATTESA Anita Garibaldi: Morte e vita di una regina, testo di Valeria Magrini con la regia di Emanuele Montagna.
Febbraio si aprirà il 18, alle 21:00, con La tromba, amara riflessione sulla guerra e sulla cattiveria degli uomini scritta dal poeta Nevio Spadoni e prodotta da Studio Doiz, duo ravennate composto da Iacopo Gardelli e Lorenzo Carpinelli, con scenografia e costumi di Lucia Bubilda Nanni e musiche di Giacomo Toschi.
Nevio Spadoni, autore de La Tromba
Paola Berselli, Luigi Dadina – immagine di Sara Colciago
Una nuova collaborazione con Coldiretti inizierà grazie allo spettacolo Pane e Petrolio di Luigi Dadina/ Teatro delle Albe e Teatro delle Ariette, dove si rifletterà su un mondo contadino e operaio in cui affondano le radici dei protagonisti. L’accordo permetterà ai soci di Coldiretti Ravenna di usufruire di una riduzione sul prezzo del biglietto e, viceversa, agli abbonati de La Stagione dei Teatri che esibiranno l’abbonamento verrà offerto uno sconto sulla spesa all’interno del mercato contadino coperto di Campagna Amica (via Canalazzo 59, Ravenna). Lo spettacolo andrà in scena dal 12 al 16 marzo alle 20:00.
Studio Doiz tornerà il 26 marzo alle 21 per la produzione dello spettacolo Gramsci gay, una riflessione sul rapporto tra politica e indifferenza, impegno e disillusione. In scena Mauro Lamantia, regia di Matteo Gatta e drammaturgia di Iacopo Gardelli. Costumi e scenografia saranno curati da Gaia Crespi, mentre il disegno tecnico sarà firmato da Mattia Sartoni.
Gramsci Gay
Im labyrinth
Spazio A – nato nel 2020 dall’unione spontanea di persone con esperienze sceniche e artistiche diverse, in seno all’associazione Culturale Galla & Teo – il 20 aprile, (ore 21.00) proporrà Im labyrinth, un progetto che mette in sinergia diversi linguaggi e diverse tipologie di narrazione ispirato al Minotauro di Dürrenmatt, per la regia di Marco Montanari con Rendy Anoh, Camilla Berardi, Silvia Rossetti, Marco Saccomandi e Davide Salvadori.
Intero 12 euro, Ridotto* 10 euro Pane e petrolio intero 18 euro ridotto* 15 euro
Durante lo spettacolo si preparerà il cibo per il pubblico, i posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria.
*Under30, abbonati a La Stagione dei Teatri, residenti a Piangipane
Carnet da 5 spettacoli (escluso Pane e Petrolio) 40 euro
Spettacoli de La Stagione dei Teatri – Famiglie e Scuole ingresso unico 5 euro
I biglietti sono in vendita online e presso la biglietteria del Teatro Rasi il giovedì dalle 16:00 alle 18:00 e al Teatro Socjale da un’ora prima dello spettacolo.
È possibile prenotare telefonicamente i carnet, o acquistare i biglietti con Satispay, al numero 3337605760 da lunedì a venerdì dalle 10:00 alle 17:00.
Ravenna Teatro tel0544 36239 / 3337605760 promozione@ravennateatro.com
Il Teatro Socjale si trova in via Piangipane 153 a Piangipane (Ravenna).
Le stagioni denominate La Stagione dei Piccoli e Ragazzi a Teatro – sostenute dall’assessorato alla Scuola del Comune di Ravenna per la valenza della funzione del teatro in questo ambito – da quest’anno si unificano e cambiano nome in Famiglie e Scuole, affiancando il programma de La Stagione dei Teatri. A rimanere invariato è il pubblico a cui la programmazione di Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro si rivolge: da un lato ci sono i ragazzi e le ragazze delle scuole, dal nido agli istituti secondari di primo grado, accompagnati dai loro insegnanti, mentre dall’altro ci sono famiglie che intendono usufruire del potere immaginifico del teatro per donare ai bambini e alle bambine nuovi strumenti di lettura del presente.
La rassegna 2022/23 conta ventidue spettacoli portati in scena da compagnie che provengono da tutt’Italia e che hanno partecipato a festival internazionali. Protagonisti sono storie e personaggi diversi che, in molti casi, inducono ad affrontare i propri mostri imparando dalle favole. Spettacoli per riflettere sul tema della diversità, che invitano a scoprire la bellezza nascosta dietro alle paure.
La Stagione sarà inaugurata il 25 ottobre al Rasi da una produzione di Ravenna Teatro dal titolo Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese, vincitore del premio Eolo Award 2019 proprio come migliore produzione. A cura di Ker Théâtre Mandiaye Ndiaye, lo spettacolo è nato in Senegal nel solco della feconda relazione del Teatro delle Albe con Diol Kadd e gli attori legati a Mandiaye N’Diaye. Mettendo in corto circuito la fiaba europea di Cappuccetto Rosso con la tradizione africana, Thioro vede in scena e in dialogo Adama Gueye, Fallou Diop, attori e musicisti, e Andrea Carella, compositore e trombettista. Un viaggio dal ritmo pulsante, che grazie all’intreccio di lingue, strumenti e immaginari porterà ogni spettatore alla scoperta non del bosco, ma della savana, e all’incontro non con il lupo, ma con Buky la iena.
Accanto a questa compagnia proveniente dall’Africa ci sono diverse produzioni da fuori regione tra le migliori in Italia, che rinsaldano un rapporto di relazioni intrecciate negli anni da Drammatico Vegetale, storica realtà guidata da Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni, curatori della rassegna in cui sono presenti con i loro spettacoli. Il programma comprenderà infatti due nuovi progetti firmati dai due direttori artistici: la produzione dal titolo Albero e il riallestimento di uno storico spettacolo dal titolo Viaggio in aereo. A gennaio tornerà inoltre la collaborazione con i Menoventi in occasione della giornata della memoria con lo spettacolo Lei conosce Arpad Weisz? per riflettere sull’indifferenza all’antisemitismo che ha segnato la fine degli anni Trenta, mentre saranno due le rappresentazioni che rientreranno nel festival internazionale Arrivano dal mare!in co-programmazione con Teatro del Drago.
BIGLIETTI
Per le famiglie ingresso unico 5 euro. I biglietti sono in vendita sul sito.
Prevendita telefonica solo tramite Satispay al numero 333 7605760 da lunedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00.
La biglietteria è aperta il giovedì dalle 16:00 alle 18:00 al Teatro Rasi e da un’ora prima nei luoghi di spettacolo.
Per le scuole ingresso spettacoli 5 euro, gratuito per insegnanti e accompagnatori.
Le scuole possono fare richiesta di trasporto organizzato al costo di 4 euro a persona
(il servizio non copre il percorso per il Teatro Socjale). Prenotazioni esclusivamente per via telefonica dal martedì al giovedì dalle 9:30 alle 12:00 e il mercoledì anche dalle 15:00 alle 18:00 allo 0544 30227 (referenti Sara Maioli e Monica Randi). Il modulo per la conferma della prenotazione va scaricato dal sito ravennateatro.com e inviato entro tre giorni a ragazziateatro@ravennateatro.com. Il pagamento va effettuato con bonifico bancario inviando la ricevuta via mail una settimana prima dello spettacolo. Le disdette vanno comunicate sia telefonicamente che via mail 20 giorni prima: la mancata comunicazione (escluse cause di forza maggiore) comporta il pagamento di una penale pari a 3 euro per ogni prenotato.
Chi visiterà il nuovo negozio di Stadera in via Antonio Cesari a Ravenna potrà inoltre prenotare i biglietti ad un prezzo scontato per lo spettacolo Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese.
INFORMAZIONI
Gli uffici di Ravenna Teatro sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, tel. 0544 36239.
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